Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XV.1.109, p. 281.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Montevergine
Testo:

Gubernat hodie monasterium Montis Virginis Ioannes, Ferdinandi regis filius, eximiae indolis adolescentulus, qui a teneris annis christianis sacris initiatus numero eorum quos vocant protonotarios a pontifice maximo iam adscitus est. Non certe inviti id parentes permisere, quandoquidem intellexerunt illum eo esse ingenio ut ad ecclesiasticos ordines natus esse videretur. Ipsum nunc ego instituo et, quantum ex primis rudimentis possum ipse coniicere, spero fore brevi evadat doctissimus.

Traduzione:

Oggi il monastero di Montevergine è guidato da Giovanni, figlio del re Ferdinando, un giovinetto di straordinaria indole, che, iniziato fin dalla tenera età ai sacri riti cristiani, è già stato ammesso dal sommo pontefice tra coloro che vengono chiamati protonotari. I genitori certamente non lo permisero controvoglia, poiché capirono che quello era in possesso di un tale ingegno, da sembrare essere nato per gli ordini ecclesiastici. Adesso sono io stesso ad istruirlo e, per quanto posso sostenere dai primi insegnamenti, spero che in breve tempo diventi un uomo dottissimo1

Note:

1 Giovanni d'Aragona, figlio del re di Napoli Ferrante I, nacque nel 1456 e fu destinato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica. Educato da Pietro Ranzano, Giovanni, tra gli altri incarichi, ricoprì anche il ruolo di commendatario dell'Abbazia di Montevergine nel 1467. Divenuto successivamente protonotario dell'abbazia di Montecassino, amministratore della sede arcivescovile di Taranto e cardinale diacono di Sant'Adriano al foro morì a Roma nel 1485, dopo essersi ammalato di peste. 




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