Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XV.1.106-107, pp. 280-281.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Montevergine
Testo:

106. Per eandem Sabati dextram ripam iter facienti se offert fluvius qui illum ingreditur, delatus quidem per plana, sed ortus ex monte celsissimo: Monte videlicet Virginis. Id nanque est ei nomen quod omnium paene mortalium qui regnum incolunt Neapolitanum ore celebratur. Situm enim in vertice eius est nobile utpote in honorem beatae Mariae Virginis dicatum templum, ad cuius venerationem quotannis, in solennitate Pentecostes, convenire innumerabilis multitudo mortalium solet. Matris Deum fanum illic fuerat, quam inepta religione venerabatur antiquitas. Sed christianis temporibus Dei quidam servus, Villelmus nomine, anacoriticam eo in loco agens vitam, sua opera id effecit ut, veteri sublato aedificio, novum et christiano ritu erigeretur ibidem, quod diceretur Mariae Virginis templum utque loci, qui tamdiu nuncupatus fuerat Mons Matris Deorum, in Montis Virginis nomen mutaretur. 107. Constituit et ibidem coenobium, dans agendae vitae atque habitus formam illis omnibus qui sanctam eius doctrinam sectari voluere. Sectatores suos vocari voluit fratres Montis Virginis. Qui, eorum duce mortuo ut servum decuit Chrysti, multiplicati sunt plurimum et in hanc diem eorum ordo perseverat. Ascendi ego ad ipsum locum et non solum oratorium, verum etiam quaecunque alia ibi vidi, ipse quoque mons, sunt mihi visa. Nec hunc solum sed alios etiam complures habet ager Beneventanus montes ab Apenino disiunctos suaque celsitate illum superantes.

Traduzione:

106. Percorrendo la riva destra del Sabato, si incontra un fiume che vi confluisce, scorre in pianura, ma nasce da un altissimo monte, cioè dal Montevergine. Questo è infatti il nome che è celebrato dalla bocca di quasi tutti coloro che vivono nel regno di Napoli. Sulla sua sommità è infatti situato un celebre santuario, dedicato alla beata Vergine Maria, per venerare il quale ogni anno, nella solennità della Pentecoste, è solita convenire una innumerevole moltitudine di persone. Si trovava lì un tempio della Madre degli Dei, che gli antichi veneravano con una sciocca religione. Ma in epoca cristiana, un servo di Dio, chiamato Guglielmo, che conduceva lì una vita eremitica, riuscì con la sua opera ad ottenere che, demolito l'antico edificio, ne fosse eretto uno nuovo con rito cristiano, che fosse detto santuario della Vergine Maria, e così anche il nome del luogo, che a lungo era stato chiamato Monte della Madre degli Dei, cambiò in Monte Vergine1. 107. Fondò lì un cenobio, dando una regola di vita e di condotta a tutti coloro che desideravano seguire la sua santa dottrina. Volle che i suoi discepoli fossero chiamati fratelli di Monte Vergine. Questi, alla morte della loro guida, come conviene ai servi di Cristo, si moltiplicarono enormemente, e il loro ordine persevera fino ai nostri giorni. Io stesso sono salito in quel luogo e non solo l'oratorio, ma tutte le altre cose che vi ho visto, e anche lo stesso monte, mi sono sembrati degnissimi di venerazione. Quel monte è separato dall'Appennino ed è connesso con gli altri monti solo dalle radici. Il territorio di Benevento non presenta solo questo, ma anche molti altri monti separati dall'Appenino, che lo superano in altezza. 

Note:

1 Il santuario di Montevergine fu edificato intorno al 1126 sul monte Partenio su iniziativa di Guglielmo da Vercelli (1085-1142), monaco eremita che viaggiò a lungo in Italia e all'estero, per poi concludere la sua vita in Irpinia, dedicandosi al culto della Vergine. Dopo la sua morte, tra il XII e il XIV secolo, il santuario si espanse con numerose opere d'arte, tra cui il dipinto della Madonna, ancora oggi venerato nella basilica cattedrale. 







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