Scheda opera
Codice opera: RSH
Autore: Malaspina Saba
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/saba-malaspina_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Saba Malaspina, Rerum Sicularum Historia, a c. di W. Koller-A. Nietzschke, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXV, Hannover 1999, pp. X-430.
Periodo di composizione: 1284-1285
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Maria Domenica Muci
Excerpta a cura di: Maria Domenica Muci
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II.5, pp. 129-130.
Data: 1260
Luogo: Sicilia, Erice
Testo:

(...) Rex Manfredus deliberato consilio Fredericum Malecta comitem Bizani consanguineum suum cum quadam quantitate Theutonicorum ad gubernandam Siciliam capitaneum destinavit. Qui dum in partibus illis contingencia quelibet prudenter et caute disponeret, dum se versus montem Trapani, de cuius habitatoribus aliquid forte contrarium fama referente presenserat, se cum sua familia vicinaret ac moraretur in campis, accidit quod, descendentibus ad eumdem comitem decem viris ex incolis dicte terre, qui pro parte tocius universitatis verba devotionis offerrent, cum ex longa, sed viciosa pocius consuetudine nullius officialis ad montem incole libenter paterentur ascensum, dum comes ipse familiaris inimicicie, qua nulla pestis occurrit proclivior ad nocendum, precavere non posset insidias, quidam insolens iuvenis nomine Goblus natione Theutonicus, qui marchionis Bertholdi familiaris et intimus quondam fuerat, (…) proditoria temeritate temptatus cum quibusdam sequacibus suis in eumdem comitem sub tentorii velo iacentem inopinatus insiliit ipsumque temerarius interemit. De cuius obitu cum rumor veniret in publicum, homicida predictus et complices eius ad montis eiusdem excelsa una cum predictis nunciis confugerunt, frustra credentes inter eos commissi facinoris invenire tutelam. 

Sicque, montis ejusdem habitatoribus in sue rebellionis malignitate detectis, ne scelus huiusmodi remaneret inultum et montis perversitas in sua ulterius obstinatione persisteret, Fredericus Lancea comes Squillacii, qui insolencias regionis eiusdem ab experto calcare prenoverat, de beneplacito regis Manfredi capitaneus in Siciliam subrogatur. Qui sub fortuna regia viribus instauratis perurgens obsidionis instancia superbiam montis eiusdem per extreme desolationis et exhabitationis excidium potenter edomuit et eiusdem facinoris patratores cruenti supplicii, qua digne meruerant, cede confecit. De cuius montis incolis iussit rex construi civitatem novam, que vocatur Regalis prope Bonreparium, in loco videlicet, ubi veteris civitatis Apollinis vestigia subsistebant.

Traduzione:

Il re Manfredi decise di inviare Federico Maletta, conte di Vizzini e suo consanguineo, a governare la Sicilia come capitano, insieme con un certo numero di Germani. Costui restava in quei luoghi e dimorava nei campi, per risolvere alcune controversie con prudenza e accortezza e, con i suoi, si avvicinava a Monte Trapani1, dei cui abitanti egli aveva colto, in base alle notizie che circolavano, una certa ostilità. Accadde poi che scesero per incontrarlo dieci abitanti di quel territorio per annunciare da parte di tutti parole di devozione, sebbene quella popolazione per lunga e malsana consuetudine non consentisse di buon grado ad alcun funzionario di salire sul monte.

Non poté, però, il conte scampare all’insidia di un’ostilità a lui vicina, di cui nessun morbo è più incline al male: un giovane temerario, di nome Goblo, germano, che un tempo era stato intimo e al seguito del marchese Bertoldo (…), spinto da infida audacia, insieme ad alcuni suoi accoliti inaspettatamente si avventò sul conte che dormiva nel suo padiglione e lo uccise incautamente. Quando la notizia dell’uccisione divenne pubblica, l’omicida e i suoi complici fuggirono verso la parte più alta del monte, insieme ai suddetti messi, credendo invano di trovare riparo.

E così, dopo che gli abitanti di quel monte si manifestarono nella loro scellerata opposizione, affinché un crimine così deplorevole non restasse impunito né loro potessero perseverare nella loro perversa ostinazione, fu nominato capitano di Sicilia, per volontà di Manfredi, Federico Lancia, conte di Squillace, che era esperto e aveva previsto che occorreva troncare l’arroganza di quella regione. Egli, ripristinate le forze in virtù del favore del re, assediato serratamente quel superbo monte, lo domò strenuamente rendendolo devastato e disabitato, e con una cruenta tortura determinò la morte, giustamente meritata. degli autori di quel misfatto. Agli sparuti abitanti il re ordinò di edificare una nuova città, che si chiamò Regale, presso Bonreparium, proprio nel luogo dove c’erano ancora i resti dell’antica città di Apolline.2

Note:

1 Monte San Giuliano: la cima più occidentale dei Monti di Trapani, oggi monte Erice.

2 Per la fondazione della città di Regale, il castello di Bellumreparum, la distruzione di Monte San Giuliano e deportazione dei suoi abitanti nel 1260 (volta a punire l’assassinio del capitano Federico Maletta), si rimanda, tra gli altri, agli studi di H. Bresc e di M. Fourmont.








CATEGORIE
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Territori, regioni e province
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Città
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Monti
SOCIETÀPopolazioneIndole
SOCIETÀVita militareScorrerie e saccheggi
SOCIETÀVita politicaGiustiziaEsecuzioni