Scheda opera
Codice opera: RSH
Autore: Malaspina Saba
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/saba-malaspina_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Saba Malaspina, Rerum Sicularum Historia, a c. di W. Koller-A. Nietzschke, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXV, Hannover 1999, pp. X-430.
Periodo di composizione: 1284-1285
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Maria Domenica Muci
Excerpta a cura di: Maria Domenica Muci
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II.4, p. 127.
Data: 1259
Luogo: Siena, Firenze
Testo:

Eodem quoque tempore civitas Florentina cum parte Guelforum non minus viciis quam diviciis affluens, sic superstitiosa iam ceperat tam multitudine populi quam superbie vento plena consurgere, quod de suarum virium temeritate lasciviens et de elati spiritus superfluitate confidens dedignabatur parificare se aliis. Que suppeditare sibi vicinos multipliciter satagebat ac in tantam iam venerat arrogancie inflaturam, quod aliquando cogitare non metuit usque ad Romanos sui alas extendere potentatus. Huius itaque temeritas actibus fastuosis incumbens nec futuros eventus debita circumspectione premeditans, suis omnibus fautorum suorum et complicum viribus congregatis, ad obsidionem civitatis Senensis, commorante ibi memorato Iordano comite cum stipendiariis regiis, viriliter attemptavit accedere; factaque ibi mora, quam voluit, et usque ad civitatis eiusdem menia depopulatione peracta exercitu dissoluto recessit. 

Traduzione:

In quello stesso tempo insieme alla fazione guelfa anche la città di Firenze, nel colmo dei vizi e dei piaceri, aveva incominciato a crescere così fiera, traboccante com’era sia per il numero di abitanti che per il vento della superbia, che, orgogliosa dalla temerarietà delle sue forze e confidando nell’esuberanza della sua indole superiore, disdegnava di paragonarsi agli altri, dandosi da fare in ogni modo per assoggettare a sé i vicini.

Ed era ormai arrivata a così grande arroganza che, in qualche caso, non ebbe timore di premeditare di allungare le ali della sua potenza fino ai Romani. Scatenando perciò una simile audacia per imprese eclatanti, e non pianificando con la dovuta prudenza gli eventi futuri, una volta raccolte tutte le forze sue e dei suoi complici e fautori, provò coraggiosamente ad assediare Siena, dove si trovava il menzionato conte Giordano con i mercenari del re; stabilita lì la dimora per il tempo necessario e compiuta la devastazione fin sotto le mura delle città, sciolse l’esercito e si ritirò. 

Note:






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