Scheda opera
Codice opera: RSH
Autore: Malaspina Saba
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/saba-malaspina_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Saba Malaspina, Rerum Sicularum Historia, a c. di W. Koller-A. Nietzschke, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXV, Hannover 1999, pp. X-430.
Periodo di composizione: 1284-1285
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Maria Domenica Muci
Excerpta a cura di: Maria Domenica Muci
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II.2, pp. 121-122.
Data: 1258
Luogo: Toscana, Siena, Ancona
Testo:

Remanserat eciam in Tuscia pars Gebellinorum, et civitas  precipue Senensis, que, cum tempore senescens Gebellinitatis in fide, semper erga imperatorem et heredes suos in serviciis iuvenis et devota manebat, ac e contrario sedi apostolice indevota. Erat quoque in Marchia Anconitana partium obstinata dissensio, que, dum hec unum illa vero aliud appetunt, inter se rediviva semper altercatione concertant. 

Ab istarum itaque regionum partibus tam ob fidem imperii quam erga Fredericum habuisse pretendunt, tam ad ultionem iniuriarum, quam de suorum hostium depressione concipiunt, rex Manfredus instanter requiritur. Offertur sibi per nuncios eorum antiqua devotio, et vires auxiliares ipsius ad regionum eorumdem regimina postulantur. Favet hiis inter diversa consilia regis affectus, ut successorem se paterne dilectionis exhibeat, et ne oblate sibi victorie gloriam negligenter annuere videatur, ad provincias ipsas vires suas porrigit in suorum subsidia devotorum.

Traduzione:

Era rimasta in Toscana una parte dei Ghibellini, e in particolare la città di Siena, che, maturando nel tempo fedeltà a quella componente, continuava a restare al completo servizio dell’imperatore e dei suoi eredi e, di contro, non dedita alla Sede apostolica. C’era anche nella Marca di Ancona un contrasto persistente tra le fazioni, le quali, avendo di mira obiettivi diversi, erano in perenne contesa. Re Manfredi veniva interpellato con insistenza dalle fazioni di queste regioni sia per la loro fedeltà all’impero dedita a Federico, come adducevano, sia per vendicare le offese che sentivano inflitte dall’oppressione dei nemici. Tramite messaggeri gli rinnovavano la loro antica devozione e gli chiedevano truppe ausiliarie per governare le medesime regioni. Nonostante fosse impegnato in diverse faccende, il re si mosse in loro favore per apparire come il prosecutore della paterna benevolenza e, perché non sembrasse che, incurante, respingeva la gloria della vittoria tributata, inviò alle province le sue truppe in aiuto dei fedeli.

Note:





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