Scheda opera
Codice opera: DbHy
Autore: Giovanni Albino Lucano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-albino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Ioannes Albinus Lucanus, De gestis regum Neapolitanorum: De bello Hydruntino, Napoli 1589
Periodo di composizione: 1480-1481
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 14.3-8
Data: 1481
Luogo: [Otranto]
Testo:

Barbaris quinetiam tot modis fatigatis nunquam animi sunt imminuti, aut remissius aliquid actum, nunquam colloquiis aures adhibuere: perfugas omnes, cognitis primum quae in castris agerentur, inde more suo in mare deturbabant. Tubicinem quendam ab Alfonso missum, satis admonitum ne rediret ulterius, multa etenim effingentem, urbis spectatorem suspicantes, obtruncant: tanta huic hominum generi bellis omnibus suspicio et inhumana feritas est innata. Ab Alfonso nemini eius generis transfugarum iniuriae sunt illatae, sed ut a caeteris fieret liberior transitio, omnibus sunt stipendia persoluta comiterque excepti; quam ob causam complures per muros elapsi in castra confugerunt. Exercitum praeterea ex tot gentium colluvione ita uno vinculo detinuit, ut nulla unquam inter ipsos fuerit orta seditio; et gravissimos labores ita pertulit, ut nunquam positis armis quiescendi tempus absumeret somnove operam daret. Saepius etiam mutata veste, ne agnosceretur, scuto tectus supra murorum ruinas evasit, hostium intra urbem munimenta visurus. Sauciis etiam militibus et morbo laborantibus incredibili pietate pariter opem tulit

Traduzione:

Ai barbari, per quanto fossero stati estenuati in tanti modi, non venne mai meno il coraggio né da loro fu fatto alcunché con minore impegno, mai prestarono orecchie alle delazioni: tutti i disertori, una volta che si fosse saputo ciò che accadeva nell’accampamento, poi, secondo la loro abitudine, li buttavano in mare. Un trombettiere che era stato congedato da Alfonso, avvertito a sufficienza di non tornare più, in quanto faceva molti disegni, lo massacrano per il sospetto che fosse venuto ad esaminare la città: una così grande diffidenza manifesta questa gente in tutte le guerre e una così immane ferocia è in essa innata. Da parte di Alfonso non furono inferte a nessuno dei disertori simili violenze, ma, affinché potesse avvenire in piena libertà per tutti gli altri il passaggio dalla sua parte, a tutti pagava il soldo dovuto ed erano accolti con umanità, motivo per il quale parecchi, scappati giù per le mura, si rifugiarono nel suo accampamento. Inoltre, riuscì a tenere stretto in un vincolo così unitario un esercito formato dall’accozzaglia di tanti popoli, che non sorse mai tra i soldati alcun contrasto; e seppe sopportare a tal punto le fatiche più pesanti, da non concedersi mai, una volta messe da parte le armi, del tempo per riposare o da non abbandonarsi mai al sonno. Abbastanza spesso, addirittura, travestitosi per non farsi riconoscere, protetto dallo scudo salì sopra le rovine delle mura per vedere le fortificazioni dei nemici all’interno della città. Con incredibile umanità portò anche aiuto ai soldati feriti come a quelli che soffrivano a causa del morbo. 

Note:



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