Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: V, 2, pp. 24-25.
Data: 700-300 a.C.
Luogo: Taranto
Testo:

Haec urbs a Tarete Neptuni filio condita, sed, ut alii volunt, ab Hercule. Virgilius «Hinc sinus Herculei, si vera est fama Tarenti»1. Haec urbs, pulsis Iapygibus a Sparthanis, duce Phalanto occupata est et Lacedaemoniorum facta colonia. Haec amplitudine et divitiis et civium multitudine diu floruit usque ad secundum bellum Punicum, adeo ut quondam duce Archita, Tarentino Pythagorico philosopho, armatorum civium in campo habuerit peditum XXX, equitum tria milia.

Traduzione:

La fondazione della città si fa risalire a Tarete, figlio di Nettuno, o, secondo altri, ad Ercole: Virgilio dice: «Di qui il porto d’Ercole, se è vera fama». Il lacedemone Falanto la conquistò dopo aver cacciato gli Iapigi, e la ridusse colonia di Sparta. Fino al tempo della seconda guerra punica si registrarono una crescente espansione urbana, un costante incremento delle ricchezze e un progressivo aumento della popolazione: durante il governo di Archita, filosofo della scuola pitagorica, poteva schierare trentamila fanti e tremila cavalieri2.

Note:

1 Verg., Aen, 3, 551.

2 In Strabone (Geogr., 6, 3, 2-3) è ricostruita la colonizzazione di Taranto da parte dello spartano Falanto. Archita, stratega, matematico e filosofo (Taranto 430 ca. - 360 ca. a. C.), fu il principale rappresentante della scuola pitagorica di Taranto, su cui esercitò un’ampia influenza. 





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