Respinto Maso da Acri, in quanto diffidava in seguito a ciò di potersi impadronire della città con la forza, avendo esaminato a lungo molti pensieri nel suo animo, alla fine gli sembrò opportuno (cosa che realizzò per mezzo di un esule di nome Milano) che costui, esplorata da ogni parte la posizione della città e conosciuti gli ordinamenti e gli usi notturni dei cittadini e di Battista, insieme con Blancino, soldato forte e di lunga esperienza, con l’aiuto delle tenebre della notte entrasse nella città che non era affatto cinta di mura e ne esplorasse i singoli particolari. Quando dall’uno e dall’altro fu fatto ciò e Maso fu informato da loro di tutti gli ordinamenti dei cittadini, prese la decisione che essi con dei soldati scelti, e questi in parte provvisti di scudo, in parte schioppettieri e balestrieri, intorno alla prima veglia, sfuggiti alle sentinelle, raggiungessero il fiume e, superato il monte dove era stato collocato il primo posto di guardia dei cittadini, uccise le sentinelle, si nascondessero lì fino a che egli stesso non comparisse nella piana con le truppe apparecchiato e pronto alla battaglia [...] Presso il guado Battista Grimaldi soleva ogni notte collocare delle sentinelle che spiassero attraverso le tenebre se qualcuno attraversasse il fiume e subito lo riferissero. Dunque, attraversato a nuoto il fiume, dal momento che per la negligenza del comandante quella notte non c’erano sentinelle che tenessero sotto osservazione il fiume ed i soldati mandati innanzi con Milano e Blancino erano giunti senza fare assolutamente alcun rumore fino al posto di guardia, sgozzano nel più assoluto silenzio le guardie e le sostituiscono con uomini scelti del loro gruppo, che secondo l’uso delle guardie scambiassero coi cittadini i segnali che in precedenza essi avevano spiati e identificati. Quando, poi, ricevuto un segnale, dopo che per un po’ se ne erano stati tranquilli, si resero conto del fatto che Maso era lì con le truppe, con grande impeto, mentre i cittadini dormivano, scavalcano l’opera di trinceramento e catturano inerme e mezzo addormentato l’ufficiale Gatto, che custodiva il trinceramento; quindi per primi i fanti con lo scudo, poi gli schioppettieri e i balestrieri, occupate le strade, irrompono nella piazza principale. Ed essendo accorsi qui cittadini e soldati, sollevate alte grida da una parte e dall’altra, si ingaggia un violento combattimento. Nel frattempo Maso, che aveva tentato di fare breccia in una porta, è respinto con grande sforzo da coloro che erano accorsi in quel luogo, ma alla fine per il sopraggiungere di altri assalitori, e poi di altri ancora, si riuscì ad aprire col ferro una via d’ingresso attraverso la porta. I soldati, entrati a torme, per dove fanno irruzione a file serrate si aprono la strada a colpi di spada. Fu fatta dovunque una grande strage di gente di ogni specie.