Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 29.2-6, pp. 325-326
Data: 1461
Luogo: Donnici, Cosenza
Testo:

[...] Baptista munitionem apud Domnicos erectam occupare eaque occupata finitimos vicos diripere. Missis Rogerio Laino, Loisio Fogia et Nicolao Stabia, cum ea peditum atque equitum quam tunc habebat copia, illi strenue navata opera munitionem capiunt moxque in praedam versi, ut quem praedandi libido rapiebat, eo raptabundus ferri. Qui in vicis erant partim fugere, partim arma capere seque resque suas ferro tueri, alius alii auxilio esse, modo hi, modo illi aut pellere aut pelli, sauciare aut sauciari, vulnera caedesque promiscuae, victoria incerta esse, e Cossentia subsidia subinde mitti, equites, pedites misceri, confodi equi, substerni pedites, e tectorum culminibus iaci tela, tigna, trunci, saxa, tegulae, plurimi ab alto vulnerari, superantium conclamatione ac cadentium gemitu coelum consonabat. [29.4] Iam vero balistarum fragore dumque arma franguntur ac clypei, sclopetorum displosione et tonitru repercussa nemora vallesque mugiebant ac circumfuso fumo lux e pugnantium oculis auferebatur. Ter eo die pro Aragonensium Andegaviensiumve victoria aut fuga vicorum populares instructi atque in acie stantes, mutatis studiis, in hostem seque ipsos cominus verterunt arma. Itaque centuriones praefectique dum nihil geri segniter, nihil remisse administrari patiuntur, vix e balistis sagitta aut e sclopetis pila iaculave e dextris incassum emissa. Et adhuc tamen Mars ipse anceps erat, cum tandem post arma undique cruore sparsa foedatasque tot caedibus vias nox pugnantes diremit.

Traduzione:

[...] Battista decise di prendere possesso della fortificazione eretta nei pressi di Donnici e, una volta presala, di mettere al sacco i villaggi vicini. Inviati Ruggiero da Laino, Luigi da Foggia e Nicola da Stabia con quel contingente di fanti e di cavalieri che allora aveva, essi, condotta coraggiosamente l’impresa, prendono la fortificazione e, voltisi subito al bottino, ciascuno si faceva trasportare con la sua brama di ruberie laddove lo trascinava il desiderio di far preda. Coloro che erano nei villaggi in parte fuggivano, in parte prendevano le armi e difendevano se stessi ed i loro averi col ferro, erano l’uno d’aiuto all’altro, ora questi, ora quelli o respingevano o erano respinti, ferivano o erano feriti, le ferite e le uccisioni erano confuse, la vittoria era incerta, da Cosenza si inviavano ripetutamente aiuti, cavalieri e fanti si mescolavano, erano trafitti cavalli, erano atterrati fanti, dai comignoli dei tetti si lanciavano dardi, travi, tronchi, sassi, tegole, moltissimi erano feriti dall’alto, il cielo risuonava delle grida di gioia di coloro che prevalevano e dei gemiti di coloro che cadevano. Ed ormai i boschi e le valli rimbombavano, per il riecheggiare del fragore delle balestre e, nell’infrangersi delle armi e degli scudi, dell’esplosione e del tuono  degli schioppetti, ed a causa del diffondersi del fumo tutt’intorno era sottratta la luce agli occhi dei combattenti. Per tre volte quel giorno in ragione della vittoria o della fuga degli Aragonesi o degli Angioini la gente dei villaggi schierata e ferma in ordine di battaglia, col mutare delle passioni, volse le armi nel corpo a corpo contro il nemico e contro se stessa. E così, mentre gli ufficiali e i comandanti non consentivano che nessuna azione fosse condotta con fiacchezza, nessuna azione fosse diretta senza veemenza, non fu scagliato a vuoto quasi nessun dardo dalle balestre o nessuna pallottola dagli schioppetti o nessuna lancia dalle destre. Ed ancora, tuttavia, l’esito stesso della battaglia era incerto, quando alla fine, dopo le armi sparse dovunque di sangue rappreso e dopo le vie intrise del sangue di tante uccisioni, la notte separò i combattenti. 

Note:




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