Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 28.1-2, pp. 322-323
Data: 1461
Luogo: Cassano [all'Ionio], Roggiano [Gravina], San Marco [Argentano], Tavolaria
Testo:

Ex eo Antonius ducesque Andegaviensium, per agros urbium, quae Ferdinando parebant, liberius discursantes, vicos plurimos diripiunt praedamque omnis generis in castra referunt longiusque vagati terrore atque formidine populos implent spoliatisque impune agris aliorum ac villis, dum Cassanentium fines audentius populantur, strenue insecutis Cassanensibus, Nicolaum Antonium Rufum, adacto per galeam telo, prostratum humi ac confestim caesum amittunt, virum et corporis et animi viribus pariter insignem. Hinc Rogianum quoque strenue magis quam feliciter adorti, aliquot militibus amissis, a fossa moenibusque repelluntur. Hinc Sanctum Marcum tentare aggressi, exulibus deditionem pollicentibus, fugati inde colubrinarum bombardarumque multitudine frequentibusque explosionibus, vetera in castra ad Tabulariam se recipiunt. Ex eo igitur duces iis in castris desedere.

Traduzione:

In seguito a ciò Antonio e i condottieri Angioini, facendo più liberamente le loro scorribande attraverso i contadi delle città che obbedivano a Ferrante, saccheggiano parecchi villaggi e riportano negli accampamenti un bottino di ogni genere e, spintisi piuttosto lontano nei loro giri, riempiono la gente di terrore e sbigottimento e, dopo aver depredato impunemente i campi ed i poderi degli altri, mentre saccheggiano con troppa audacia i territori di Cassano, avendoli i Cassanesi inseguiti coraggiosamente, perdono Nicola Antonio Ruffo, abbattuto a terra e senza indugio ucciso con un giavellotto affondato attraverso l’elmo, uomo insigne per il suo vigore fisico ed il suo coraggio. Avendo, poi, assalito anche Roggiano, con coraggio più che con successo, persi alcuni soldati, sono respinti dal fossato e dalle mura. Di poi, avendo incominciato ad attaccare San Marco, per quanto gli esuli promettessero la resa, messi in fuga di lì dal gran numero di colubrine e di bombarde e dalle loro copiose esplosioni, si rifugiano nei vecchi accampamenti nei pressi della Tavolaria. 

Note:



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