Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 26.5-6, pp. 319-320
Data: 1493-1503
Luogo: Basilicata
Testo:

Post eam montana loca quaeque olim fuere illinc Lucaniae, hinc Apuliae, iisdem illis temporibus vocari coepta Basilicata, cuius regionis complura castella fuere a Picinino direpta agerque fere omnis fruge pecoreque spoliatus. Coeterum haec ipsa appellatio unde potissimum ducta sit iure anceps est ac dubium: sunt enim qui existiment, haud satis tamen certis auctoribus, Constantinopolitano olim ab Imperatore regionem eam filiae ac genero traditam dotis nomine; veri autem aliis videtur esse similius a Basilio quodam fortissimo virodictam, qui per illa tempora loca ea tenuerit deque regione ipsa tractuque omni Salentino Graecos industria sua pepulerit atque Poenos. Verum nos quaestionem hanc posteris melius inquirendam relinquimus.

Traduzione:

La zona montuosa alle sue spalle e quella che un tempo appartenne da un lato alla Lucania, dall’altro alla Puglia, quasi in quel medesimo tempo cominciò ad essere chiamata Basilicata: e di questa regione parecchi castelli furono saccheggiati dal Piccinino e il suo territorio fu quasi del tutto spogliato dei prodotti del suolo e del bestiame. D’altronde, di dove precisamente sia stata tratta questa denominazione, a buon diritto è cosa ambigua e dubbia: c’è, infatti, chi pensa (sulla base però di fonti non ben certe) che quella regione sia stata ceduta un tempo dall’Imperatore di Costantinopoli a sua figlia e a suo genero a titolo di dote; ad altri invece sembra più verosimile che essa sia stata chiamata così dal nome di un certo Basilio, un uomo di grandissimo coraggio, che a quei tempi sarebbe stato signore di quei luoghi e da quella stessa regione e da tutta la plaga Salentina avrebbe cacciato col suo zelo i Greci e gli Arabi. Noi però lasciamo questo problema ai posteri, perché ne facciano oggetto di un’indagine più accurata.

 

Note:



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