Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 24.2-4, pp. 315-316
Data: 1462
Luogo: Sarno, torre dell'Orsa
Testo:

Quodque Sarnensis arx a Tarentini praefecto cum praesidio tenebatur occultisque militum qui arcem tuebantur latrociniis regio infestaretur, aliquot post menses coactus est Rex, admotis bombardis, illam expugnare. Itaque, concussa et diruta turri, quae ab Ursa nomen habet estque ante arcem statuta, veritus praefectus ne ea capta fame intus conficeretur, sese ea conditione dedidit, ut militibus qui cum eo erant cum vestimentis libere abire permitteretur. Illud in hac expugnatione rarum atque admirandum, quod, cum immensae magnitudinis aeneum tormentum subvehi in summum atque arduum nequiret iugum, in plano remotiusque aliquanto a montis radicibus collocatum, inde turrim ipsam concussit labefecitque spatio ad mille aeris passus interiecto.

Traduzione:

E dal momento che la rocca di Sarno era occupata con un presidio da un sovrintendente del principe di Taranto e la regione pare fosse tribolata dai latrocini occulti dei soldati che difendevano la rocca, dopo alcuni mesi il Re fu costretto, fattevi trasportare le bombarde, ad espugnarla.  E così, dopo che fu colpita ed abbattuta la torre, che prende il nome dall’orsa e che è eretta davanti alla rocca1, il sovrintendente, temendo di essere sfinito all’interno dalla fame una volta presa la torre, si arrese alla condizione che ai soldati che erano con lui fosse concesso di allontanarsi liberamente coi loro indumenti. In tale assalto fu raro e stupefacente il fatto che, non potendo essere trasportata sulla sommità scoscesa del monte una bombarda di immensa grandezza, essa fu collocata in pianura ed alquanto lontana dalle pendici del monte e da lì rovinò e fece crollare la torre stessa ad una distanza di un miglio in linea d’aria2.

Note:

1 La Torre dell’Orsa di Sarno aveva muri di larghezza di quasi quattro metri: cfr. DbN, n. 77, p. 316.

2 La bombarda (rappresentata in un ms. aragonese ora nella BnF) fu fabbricata da Guglielmo Lo Monaco intorno al 1455. Si chiamava "la Neapolitana", pesava quasi due tonnellate e lanciava palle di pietra di oltre 200 libbre: cfr. ibidem.






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