Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 21.5, pp. 312-313
Data: 1463-1503
Luogo: Ischia (Iscla oppidum)
Testo:

Iscla oppidum, edito atque adeso in monte situm, mari olim undique cingebatur, nunc mole iacta satis longo tractu insulae coniungitur. Mons ipse brevi admodum a Prochyta freto dirimitur; inde circum adesis rupibus ab meridie occasuque mare sinuatur stationemque efficit, qua parte post ipsam molem insula procurvato in sinum mari abluitur; statio ipsa sub euris ac notis male omnino tuta a fluctibus. Ad ipsum autem oppidum accessus est peracclivis maximaque e parte saxo caeso atque excavata rupe manu factus.

 

Traduzione:

La fortezza d’Ischia, situata sopra un monte elevato e corroso dall’acqua, una volta era circondata tutt’intorno dal mare, ora è unita all’isola da un molo costruito su un tratto abbastanza lungo2. Tale monte è separato da Procida da un braccio di mare assai breve; e da quel lato, essendo stati corrosi in giro gli scogli, da sud e da ovest il mare si incurva e forma un approdo, nella parte in cui dietro il molo stesso l’isola è lambita dal mare che si curva formando una baia; tale approdo3, in quanto esposto ai venti di sud-est e a quelli di sud, è del tutto mal difeso dalle mareggiate. La strada che porta a tale fortezza è assai ripida e per la massima parte ricavata artificialmente tagliando la roccia e scavando la rupe.

 

Note:

1Iscla oppidum (insula minor, negli altri autori) è l’isolotto fortificato sul lato orientale dell’isola, dove sorge l’attuale castello di Ischia. Aenaria è l’insula maior, oggi comunemente indicata come Ischia: cfr. DbN, n. 64, p. 311.

2 Il molo e la strada scavata nella roccia (di cui si fa menzione poco più avanti) furono fatti costruire da Alfonso il Magnanimo.

3 Secondo Antonietta Iacono il porticciolo si trovava nella baia di Sant’Anna o Cartaromana, un sito oggi inutilizzabile come approdo a causa del bradisismo: cfr. DbN, n. 68, p. 313.

 

 








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