Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 17.4, 6, p. 303
Data: 1436-1503
Luogo: [Barletta], Apulia
Testo:

Tantus adventantis hostis terror duces pariter militesque invaserat, cum tandem compertum fuerit agmen fuisse cervorum compascentium, quorum in ea regione belli praesertim tempore maxima est copia. Hi sub matutinum tempus pastui dediti sparsim cum errarent, ubi exploratores sensere equites, in unum coacti dubia iam luce speciem praebuere hostilis agminis [...]. Fama etiam tenet Iacobum Caldoram, solertissimum aetatis suae imperatorem, ducentem per Apuliam peditum atque equitum non exiguas copias, eadem specie deceptum: itaque et conclamatum fuisse ad arma et instructo cum exercitu stetisse eum in acie, hostem expectantem, nec nisi aliquot post horas cognitum, errantem in pastu maxime ingentem cervorum gregem esse.

Traduzione:

Così grande era il terrore dell’avvicinarsi del nemico che aveva invaso ugualmente i capi ed i soldati, quando finalmente si scoprì che si trattava di un branco di cervi che stavano pascolando insieme, di cui in quella regione soprattutto in tempo di guerra c’è una grandissima abbondanza. Questi cervi sul far del mattino girovagavano alla rinfusa intenti al pascolo: quando avvertirono la presenza dei cavalieri mandati in esplorazione, si riunirono in un unico gruppo e così nel baluginare ormai dell’alba diedero la falsa impressione di un esercito nemico [...]. Perdura ancora la fama che Giacomo Caldora, il più accorto condottiero della sua epoca, mentre guidava attraverso la Puglia truppe tutt’altro che scarse di fanteria e cavalleria, cadde nello stesso inganno: e così non solo fu dato l’allarme, ma egli restò anche fermo con l’esercito schierato in ordine di combattimento, aspettando il nemico, e solo alcune ore dopo si scoprì che si trattava di un enorme branco di cervi che si spostava nel pascolare1.

Note:

1 L'evento a cui si fa riferimento è l'assedio di Barletta ad opera di Giacomo Caldora, sostenitore di Renato d’Angiò, che combatté in Puglia contro il principe di Taranto, allora sostenitore di Alfonso d’Aragona, nell’estate del 1436. Non esistono altre attestazioni di questo precedente dell’inganno dei cervi: cfr. DbN, n. 46, pp. 303-304.






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