Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: III, 11, pp. 18-21.
Data: 1507-1511
Luogo: Iapigia
Testo:

Vacavit provincia hac peste multis annis ope marinarum avium, quas gavias appellant, quarum ova aut pullos, ne quis violaret, lege cautum est. Hae bruchorum foetus tanquam a Deo missae rostris e terra excavant; deinde post aequinoctium vernum cum e terra prodire incipiunt, devorant implumes, ut sic dicam, seu nondum alatos, deinde volantes depascuntur. Hoc contigisse Plinius1 ait incolis Casii montis, quibus praesidio erant Seleucides aves, locustis eorum fruges vastantibus. Nunc aut avium, quas diximus, defectu, earum enim foetus post bruchorum interitum vastare coeperunt, aut deorum ira aut aliqua ignota nobis iniuria, bruchi rediere et iterum felices Salentinos campos populari coeperunt.

Traduzione:

La provincia si è mantenuta libera da tale flagello per molti anni grazie a degli uccelli marini, chiamati gabbiani, le cui uova e i cui piccoli sono protetti con apposita legge. Codesti uccelli, quasi fossero mandati da Dio, scavano con il becco il terreno, cavandone le uova deposte dalle cavallette; in seguito dopo l’equinozio, in primavera, quando queste cominciano a spuntare dal terreno, ne mangiano voracemente i piccoli implumi, per dir così, ovvero ancora privi di ali, quindi, quando sono in grado di volare, li divorano. Plinio attesta qualcosa di simile per gli abitanti del monte Casio, soccorsi dagli uccelli seleucidi mentre le cavallette danneggiavano le loro messi. Ora o per la scarsità degli uccelli di cui ho detto – difatti dopo la distruzione delle cavallette la loro prole comincia a rovinarsi – o per l’ira degli dei o per qualche altra offesa che non mi è nota, le cavallette sono tornate e hanno nuovamente dato inizio alla spoliazione dei ridenti campi del Salento.

 

Note:

1 Plin., Nat. Hist., 10, 75. 






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