Scheda opera
Codice opera: LrgFr
Autore: Antonio Panormita
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/beccadelli-antonio-detto-il-panormita_%28Dizionario-Biografico%29/
Edizione: Antonii Panhormitae Liber rerum gestarum Ferdinandi regis, a cura di Gianvito Resta, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1968.
Periodo di composizione: 1469
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giovanni De Vita
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: pp. 94-95
Data: 1445
Luogo: Napoli
Testo:

Interim prope quotidie in simulachrum pugnae  fiebant ludi iustrales (sic enim vulgo appellantur), in quibus, cum  generosa omnis iuventus armata ac magnificentissi­me ornata exerceretur, Ferdinandus praecipue eo studio inardescere. Singulis autem equitibus, quaternae haud amplius vices concursusque dabantur: qui plures interim lanceas in alterum fregisset, huic palma et honoris pre­mium debebatur. Erant qui nullam, erant qui unam aut item alteram frangerent lanceam. Ferdinandus vero etiam cum ternas confregisset, haud satis egisse videbatur, neque tandem laetus redire, nisi quarta diffracta. Itaque honos ludi, ut plerunque, ei adiudicabatur, summo omnium tum virorum tum puellarum, qui undique ad spectandum con­venerant, laeticia et  plausu; coospeximus sane nos, cum alioquin quot vellet vices concurrendi ei singulariter concederentur, non prius  ex  equestri huiusmodi ludo discessisse, quam VII et XX  lanceis perfractis.

Traduzione:

Nel frattempo, quasi ogni giorno si svolgevano giochi equestri in forma di simulazione di battaglia (così infatti vengono comunemente chiamati), nei quali tutta la gioventù nobile, armata e splendidamente adornata, si esercitava. Ferdinando, in particolare, ardeva di entusiasmo per questi giochi. A ciascun cavaliere venivano concesse non più di quattro cariche e scontri: colui che nel frattempo avesse spezzato più lance contro l’avversario si aggiudicava la palma della vittoria e il premio d’onore. Alcuni non ne rompevano nessuna, altri ne spezzavano una o due. Ferdinando, invece, anche quando ne rompeva tre, non lo riteneva ancora sufficiente e non era soddisfatto finché non spezzava anche la quarta. Per questo motivo, come per la maggior parte, gli veniva attribuito l’onore del torneo, tra l'entusiasmo e gli applausi di tutti, sia degli uomini più illustri sia delle fanciulle, che accorrevano da ogni parte per assistere; abbiamo visto con i nostri occhi che, sebbene gli fossero concesse tutte le cariche che desiderava, non abbandonava il campo prima di aver spezzato ventisette lance.

Note:


CATEGORIE
FOLCLORE E SPETTACOLI Intrattenimento/Svago e divertimentoGiochi e sport