Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: III, 10, pp. 18-19.
Data: 1507-1511
Luogo: Iapigia
Testo:

Gignit etiam regio bruchos. Ii parum peninsulae fines transgrediuntur, peculiare huic regioni malum, animalia sunt, quae omnia solo tactu foedant, omnia devorant, omnia more hostium vastant. Nihil qua transeunt virens, nihil intactum relinquunt. Videre saepe rustici suas messes, suos annuos labores pene maturos ac falcibus vicinos una, qua ibi bruchi nocte castrametati sunt, atra ingluvie et acutis dentibus corruisse, et quandoque ab arboribus non abstinent.

Traduzione:

La regione produce anche le cavallette. Quelle superano i confini della penisola; calamità tipica di questo territorio, sono animali che devastano ogni cosa che toccano: tutto divorano, tutto distruggono, come sogliono fare i nemici. Non vi è nulla di verdeggiante che sopravviva al loro passaggio, niente che sia lasciato intatto. I contadini hanno visto spesso i loro raccolti, frutto della fatica di un intero anno, ormai quasi maturi e prossimi quindi alla mietitura, essere rovinati dall’atra ingluvie e dagli aguzzi denti in una sola notte, in cui le cavallette si fossero lì accampate; e talvolta non risparmiano neppure gli alberi.

Note:



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