Scheda opera
Codice opera: RSH
Autore: Malaspina Saba
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/saba-malaspina_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Saba Malaspina, Rerum Sicularum Historia, a c. di W. Koller-A. Nietzschke, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXV, Hannover 1999, pp. X-430.
Periodo di composizione: 1284-1285
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Maria Domenica Muci
Excerpta a cura di: Maria Domenica Muci
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I.8, pp. 112-114.
Data: 1256-1257
Luogo: Terracina, Calabria
Testo:

Nam comitem Petrum de Calabria, virum olim in curia Corradi et Frederici eciam prepotentem, qui Corradini aliquandiu ceperat administrare tutelam, apud Terracenam civitatem exilio profugum, per quendam Petrum de Castellomata, civem Salernitanum, domicellum et familiarem eiusdem comitis, procuravit interfici, et fratrem ipsius comitis, Iordanum Rubeum nomine, oculorum evulsione confecit. Civem vero predictum confugientem ad eum nece sui domini tam crudeliter perpetrata milicie cingulo decoravit. Demum per totum regnum mandavit edictum generale proponi, quod nullus Corradinum de cetero nominaret, sed Manfredum ipsum omnes regni predicarent heredem et hereditatis paterne pariter successorem, et qui contra faceret, esset sibi merito proditione suspectus et ut suus proditor puniretur. Sicque frequenter fecit litteras in personis aliquorum nobilium de Alamannia fabricari, quarum simulata relatio preteritum proxime obitum mentiebatur infantis: quas litteras tamquam certissima nunciantes faciebat denuo in civitatibus divulgari.

Traduzione:

Manfredi ordinò la morte del conte Pietro di Calabria, una volta potentissimo uomo nella corte di Corrado e di Federico, che per un certo tempo aveva iniziato ad occuparsi della tutela di Corradino; il conte, esiliato presso la città di Terracina, fu fatto uccidere da un certo Pietro Castellomata, cittadino salernitano, domestico dello stesso conte, mentre suo fratello Giordano Ruffo subì l'asportazione degli occhi. Manfredi decorò con la cintura della milizia il suddetto cittadino Pietro che, dopo la morte così crudele del suo signore, si era rifugiato presso di lui. Dopo emanò per tutto il regno un editto generale per ordinare che nessuno d’ora innanzi avrebbe dovuto nominare Corradino, ma che tutti avrebbero proclamato Manfredi erede del regno e parimenti successore dell’eredità paterna; e chi avesse agito diversamente sarebbe stato legittimamente sospettato di tradimento e punito come suo traditore. E così fece scrivere lettere in gran quantità a nome di alcuni nobili di Germania, nelle quali si annunziava falsamente la recente morte del fanciullo, e fece in modo che le lettere venissero diffuse dappertutto nelle città, come se fossero documenti di notizie certissime.

Note:






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