Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: III, 9, pp. 18-19.
Data: 1507-1511
Luogo: Iapigia
Testo:

Provincia haec mitissimos homines gignit et humani sanguinis minime avidos, sed haec tanta sua, quae diximus, munera naturam labefactasse quibusdam fortasse videtur. Genuit hic natura arachneum animal nocentissimum, cuius venenum fistulis et tympanis pelli non crederem, nisi per plurima experimenta didicissem legissemque apud Aulum Gellium, auctoritate Theophrasti, esse quosdam serpentes quorum venenum cantu et fistulis pellitur:

«est etiam ille malus Calabris in montibus anguis»1.

Sunt et serpentes pestilentissimi, chersydri enim sunt, nati in arida tellure.

Traduzione:

Questa provincia genera gente assai tranquilla e per nulla assetata di sangue umano, ma ad alcuni sembra che la natura abbia guastato questi suoi tanto pregevoli doni, di cui ho parlato. Essa infatti fece nascere qui una specie di ragno pericolosissima, gli effetti del cui veleno possono essere inibiti dal suono dei flauti e dei tamburelli: non lo avrei ritenuto possibile, se non lo avessi visto di persona, facendone esperienza moltissime volte, e se, confortato dall’autorevolezza di Teofrasto, non avessi letto in Aulo Gellio esservi alcuni serpenti il cui veleno è reso inefficace dal canto e dal suono dei flauti: «C’è anche quel maligno serpente dei monti della Calabria».

Vi sono inoltre dei serpenti velenosissimi: si tratta dei chersidri, i quali nascono nella terra riarsa2.

Note:

1Gel., Noctes Atticae, 4, 13, 2. 

2 Nell’estratto vengono messe in luce le pratiche attuate dalla popolazione per neutralizzare l’effetto del morso della tarantola attraverso il suono degli strumenti musicali.






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