Scheda opera
Codice opera: LrgFr
Autore: Antonio Panormita
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/beccadelli-antonio-detto-il-panormita_%28Dizionario-Biografico%29/
Edizione: Antonii Panhormitae Liber rerum gestarum Ferdinandi regis, a cura di Gianvito Resta, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1968.
Periodo di composizione: 1469
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giovanni De Vita
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: p. 86
Data: 1442
Luogo: Napoli
Testo:

Quod sidus aut fatum huic inclytae urbi imminere credamus, ut noningentesimo ferme quoque anno eodem aquaeductu capiatur diripiaturque. Belesarius enim, lusti­niani dux, eodem itidem modo, eodem loco Neapolim cepit. Sed nec solum in Gothos hostes, qui per id tempus ibi morabantur, sed in cives omnis, in omnem sexum, aetatem, non sanctimonialibus, non sacerdotibus, non rebus sacris abstinens, ira libidine avaricia fedaque et plusquam barbara crudelitate deseviit debachatusque est.

Traduzione:

Quale stella o destino crediamo incomba su questa illustre città, tale che circa ogni novecento anni venga conquistata e saccheggiata attraverso lo stesso acquedotto? Infatti, Belisario, generale di Giustiniano, conquistò Napoli nello stesso modo e nello stesso luogo. Ma non soltanto contro i Goti, nemici che a quel tempo vi risiedevano, bensì contro tutti i cittadini, di ogni sesso ed età, non risparmiando né monache, né sacerdoti, né beni sacri, si infuriò e si sfogò con ira, libidine, avarizia e una crudeltà vile e più che barbara.

Note:

Riferimento erudito alla conquista di Napoli da parte del generale bizantino Belisario nel 536 d.C., che, similmente ad Alfonso, utilizzò lo stratagemma dell'acquedotto per penetrare nella città.




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