Scheda opera
Codice opera: LrgFr
Autore: Antonio Panormita
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/beccadelli-antonio-detto-il-panormita_%28Dizionario-Biografico%29/
Edizione: Antonii Panhormitae Liber rerum gestarum Ferdinandi regis, a cura di Gianvito Resta, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1968.
Periodo di composizione: 1469
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giovanni De Vita
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: pp. 83-84
Data: 1442
Luogo: Napoli
Testo:

Iamque ex tot militibus XX haud amplius puteum conscenderant, cum puer,1 prandii gratia domum rediens et impulso hostio arma conspicatus, exclamare coepit. Tum milites haud morandum ulterius rati, propere domo exi­liere et murum, qui proximus erat, nemine repugnante occupavere. Erat hic turris tabulatorum trium; propugna­tores, qui turrim tuebantur, omnes ad curanda corpora ierant, praeter unum, loannem Caxianum,2 virum patri­cium, qui tantisper remanserat, armatus adhuc, quique hostes contuitus, summa vi turrim tutabatur.

Traduzione:

E ormai, fra tutti quei soldati, non più di venti erano saliti dal pozzo, quando un ragazzo, tornando a casa per il pranzo e, spinta la porta, avendo visto le armi, cominciò a gridare. Allora i soldati, ritenendo che non si dovesse più indugiare, uscirono in fretta dalla casa e occuparono il bastione più vicino, senza che nessuno si opponesse. Questo era una torre di tre piani; i difensori, che presidiavano la torre, erano tutti andati a curare i loro corpi, eccetto uno, Giovanni Cassiano, un uomo patrizio, che per il momento era rimasto lì, ancora armato, e che, avendo scorto i nemici, difendeva la torre con tutte le sue forze.

Note:

[1] "È Leone, figlio di una certa Ceccarella, padrona della casa in via S. Sofia, dove si trovava il pozzo da cui uscì il drappello di Alfonso: egli, ritornando a casa, avendo visto i soldati aragonesi, fuggì per dare l'allarme. Panormita non accenna invece a Ceccarella, moglie del sarto di nome Citiello, forse già morto all'epoca del fatto, la quale con la figlia Elena era stata legata e messa a tacere per la buona riuscita della sorpresa" (ed. Resta, p. 84 n. 1).

[2] Sindaco del Sedile di Capuana [...] cui Renato aveva af­fidato [...] la custodia delle mura" (ed. Resta, p. 84 n. 2). 




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