Scheda opera
Codice opera: LrgFr
Autore: Antonio Panormita
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/beccadelli-antonio-detto-il-panormita_%28Dizionario-Biografico%29/
Edizione: Antonii Panhormitae Liber rerum gestarum Ferdinandi regis, a cura di Gianvito Resta, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1968.
Periodo di composizione: 1469
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giovanni De Vita
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: pp. 78-79
Data: 1439
Luogo: Napoli
Testo:

Erat iuxta castra campus late patens, quo se quotidie curo aequalibus exercitii gratia conferebat et modo adequitando, modo iaculando, modo lanceis more praesentis militiae currendo frangendoque, diei partem maximam consumebat. In equitando autem nemini non admirabilis erat: ausus puer asperos et fe­roces equos inscendere adactisque calcaribus renitentis ad cursum impellere. Hac equitandi laude atque exercitio, quod nemo adhuc aptius aut animosius nostra tempestate visus est fecisse, postea iuvenem factum a magnis peri­culis exemptum scimus. 

Traduzione:

C’era vicino all’accampamento una pianura estesa e aperta, dove ogni giorno si recava con i suoi coetanei per esercitarsi e, alternando ora il cavalcare, ora il lanciare, ora il correre e spezzare lance secondo l’uso della milizia del tempo, consumava la maggior parte della giornata. Nell’equitazione, inoltre, era ammirabile per tutti: il ragazzo osava montare cavalli selvaggi e feroci, e, spronandoli con gli speroni, costringerli alla corsa anche se resistevano. Per questa abilità nell’equitazione e per il suo esercizio, cosa che nessuno ai nostri tempi fu visto fare con maggiore abilità o coraggio, sappiamo che, divenuto giovane, fu poi salvato da grandi pericoli.

Note:


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