Scheda opera
Codice opera: LrgFr
Autore: Antonio Panormita
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/beccadelli-antonio-detto-il-panormita_%28Dizionario-Biografico%29/
Edizione: Antonii Panhormitae Liber rerum gestarum Ferdinandi regis, a cura di Gianvito Resta, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1968.
Periodo di composizione: 1469
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giovanni De Vita
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: pp. 76-78
Data: 1439
Luogo: Napoli, Campovecchio
Testo:

Est locus iuxta Neapolim ad quingentos circiter passus, editus satis; incolae Castra Vetera appellant.1 Hic Rex excitare ligneum castellum decreverat et fossa valloque munitum praesidioque firma­tum Ferdinando tuendum curandumque attribuere, unde crebris excursionibu agrorumque vastationibus premere civitatem et ab ea parte commeatu omnis generis prohi­bere facultas esset. Itaque circunscripto castrorum loco, comportata materia adhibitisque collectitiis (seu vulgo vastatoribus) ad fossam effodiendam vallumque construendum, Rex ipse cum exercitu Aversam proficiscitur.

[...] Paucis mox diebus perductam fossam cerneres, XV in altitudinem pedum; XII in latitudinem; vallum X ex truncis arborum extructum; turres multis in locis, uti Rex ipse descripserat, institutas. Hunc locum postea milites Bastiam appellarunt.2

Traduzione:

C’è un luogo vicino a Napoli, a circa cinquecento passi, abbastanza elevato; gli abitanti lo chiamano Castra Vetera. Qui il Re decise di costruire un castello di legno, fortificato con un fossato e un terrapieno, e di assegnarlo a Ferdinando per la difesa e la gestione, affinché con frequenti incursioni e devastazioni delle campagne fosse possibile opprimere la città e impedire da quel lato ogni tipo di rifornimento. Pertanto, delimitato lo spazio per l’accampamento, trasportato il materiale e impiegati lavoratori reclutati (o comunemente chiamati devastatori) per scavare il fossato e costruire il terrapieno, il Re stesso con l’esercito si diresse verso Aversa. 

[...] In pochi giorni si poteva vedere completato il fossato, profondo quindici piedi e largo dodici; il terrapieno era alto dieci piedi, costruito con tronchi d’albero; in molti punti si ergevano torri disposte esattamente come il Re stesso aveva progettato. Questo luogo, in seguito, i soldati lo chiamarono Bastia.

 

Note:

[1] Si tratta di Campovecchio, località sita nella pianura a oriente di Napoli, dove Alfonso fece erigere la chiesa di S. Maria della Pace. 

[2] "Località presso il Campo Vecchio, a sette miglia da Napoli, dalle parti di Poggioreale" (ed. Resta, p. 78 n. 1).






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