Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 8.2-4, p. 292
Data: 1461
Luogo: Troia
Testo:

[...] positisque ad Troiam castris finitimos inde agros pluribus diebus vastavit. Erat autem vastandi genus duplex, quod quae minus maturae erant segetes ad equorum pabulum, quae iam saturae ad usum hominum secabantur. Cum enim rei frumentariae laboraretur inopia nullaque esset panis in castris copia, triticum ahenis excoquebatur in cibum tum peditum, tum equitum. Cumque mortales permulti montanis ex oppidis, et in iis mercatores, penuria frumenti ac lucri gratia venirent in castra ad frumentationis famam, inde miles vastationi factus est intentior ob lucrum ac laboris pretium. Itaque castra ipsa ad mercaturam pene conversa, horreum quasi quoddam ea aestate praebuere finitimis.

Traduzione:

[...] accampatosi nei pressi di Troia, di qui per diversi giorni andò a devastare i campi limitrofi. Il saccheggio era però di due tipi diversi, poiché le messi che non erano mature si mietevano per pascere i cavalli, quelle ormai piene per cibare gli uomini. Poiché si soffriva, infatti, di mancanza di vettovagliamento e negli accampamenti non c’era alcuna provvista di pane, si cuoceva grano nelle pentole per cibo sia dei fanti, sia dei cavalieri. E dal momento che dalle città montane venivano negli accampamenti alla notizia di quella mietitura moltissime persone, e fra esse dei mercanti, mossi dalla mancanza di frumento e dal desiderio di guadagno, di conseguenza i soldati si impegnarono ancora di più nel saccheggio dei campi a scopo di guadagno e per ottener ricompensa della loro fatica. E così gli stessi accampamenti, trasformati quasi in un mercato, in quell’estate rappresentarono per la gente dei dintorni come una specie di granaio1.

 

Note:

1 Benché la trasformazione di un accampamento militare in mercato dei prodotti agricoli saccheggiati fosse un fenomeno abituale, non risulta che ciò sia avvenuto proprio allora. Nel campo aragonese si lamentava infatti una grave carenza di vettovaglie, fornite soltanto da due centri, tanto che parte della fanteria lo aveva abbandonato: Cfr. DbN, n. 28, p. 292.




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