Scheda opera
Codice opera: RSH
Autore: Malaspina Saba
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/saba-malaspina_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Saba Malaspina, Rerum Sicularum Historia, a c. di W. Koller-A. Nietzschke, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXV, Hannover 1999, pp. X-430.
Periodo di composizione: 1284-1285
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Maria Domenica Muci
Excerpta a cura di: Maria Domenica Muci
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I.3, p.96.
Data: 1252-1253
Luogo: Napoli, Terra di Lavoro
Testo:

Et dum inter hoc civitas Neapolitana, quam reddit amenus loci situs et civium copiosa multitudo nobilium super omnes Terre Laboris metropoles generosam, non immemor sentencie depositionis et irrefragabilis privationis edicti contra Fredericum et successores suos per sedem apostolicam promulgate, Corradum predictum recipere tanquam ecclesie devota contempneret, ac in huiusmodi proposito inviolabiliter perduraret, spectans denuo sibi per sedem apostolicam potenti subsidio subveniri, angustata per mare ingenti navigio et per terram exercitu copioso, tamdiu Corrado predicto parere agresti resistentia recusavit, quamdiu defensoribus victualia duraverunt. Quibus omnino deficientibus, aliquamdiu ad carnes morticinas animalium hebetum, quas palatus naturaliter aspernatur humanus, nec non ad herbas neglectibiles, quibus vix brutum pascitur animal, urticas videlicet atque malvas, frondesque ficuum et aliarum arborum, ora famelica converterunt.

Traduzione:

Nel frattempo, fino a quando la città di Napoli, famosa tra tutte le grandi città di Terra di Lavoro per la piacevolezza del luogo e la folta presenza di cittadini nobili, fedele alla Chiesa, si rifiutò sulla base del decreto di deposizione e dell’editto circa l’inconfutabile privazione del regno promulgato dalla Santa Sede contro Federico e i suoi successori, di ricevere Corrado, fino ad allora rimase ferma su tale decisione. Quando poi la città si vide nuovamente soccorsa dalla Sede Apostolica con consistenti aiuti, a quel punto negò l’obbedienza a Corrado, nonostante fosse incalzata per mare da una grande flotta e per terra da un numeroso esercito; si oppose, quindi, con una dura resistenza finché ai difensori bastarono le vettovaglie. Quando i viveri vennero a mancare del tutto, per qualche tempo i combattenti si cibarono di carogne di animali putrefatti, che il palato umano naturalmente rifiutava, e rivolsero le loro bocche affamate alle erbe spontanee, delle quali a stento si cibano gli animali selvaggi, ossia ortiche, malve, fronde di fichi e di altre piante.

Note:







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