Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, 4.3-6, pp. 287-288
Data: 1461
Luogo: Giovinazzo
Testo:

[...] Iuvenatium, a Tarentino plures iam menses circumsessum atque ad ultimam necessitudinem redactum, comportato frumento fame atque obsidione liberavit. Id oppidum tempestate nostra satis celebre atque habitatoribus frequens est atque (ut quidam arbitrantur) Egnatiolum initio dictum, quod fortasse, diruta Egnatia, celebri quondam urbe in ea maris ora sita, qui ea e clade superfuerant, ibidem consedere: nam et a Baro, quae nunc quoque celebris urbs est ac regionis eius caput, Barolum in eadem ora sitam urbem duxisse nomen opinantur. Veri tamen est simile loca illa maritima, propter assidua bella, quae adversus eos Constantinopolitanis ab Imperatoribus gerebantur, mirum in modum celebrata maritimisque aucta comportationibus, increbruisse cultoribus ac civibus. Coeterum veritas ipsa apud eos, qui harum rerum studiosi sunt, suum teneat locum. Igitur oppidum ipsum quanquam mare liberum ac patens habet, tamen eo ne comportari frumentum navibus posset, a Tarentino omni arte curabatur: nam finitima continentis oppida cum ei parerent, eo rem perduxerat, uti corruptis quae in agris erant omnibus prohibitisque rerum comportationibus, vix civibus paucorum dierum cibaria superessent.

 

Traduzione:

[...] la città di Giovinazzo, che era stata assediata ormai da parecchi mesi dal principe di Taranto ed era stata ridotta ad uno stato di estrema necessità. Tale città è all’epoca nostra abbastanza popolosa e ricca di abitanti e (come ritengono alcuni) fu chiamata inizialmente Egnaziolo, perché forse, dopo la distruzione di Egnazia, città un tempo popolosa sita su quel litorale, coloro che erano scampati a quella sventura si erano stanziati nel medesimo luogo1: infatti, ritengono che anche la città di Barletta, sita sul medesimo litorale, abbia derivato il suo nome da Bari, che anche ora è una città popolosa ed è il capoluogo di quella regione. Tuttavia è verosimile che quelle località costiere, nel tempo in cui le regioni dell’interno erano occupate prima dai Longobardi e, poi, dai Normanni, a causa delle continue guerre che erano condotte contro di loro dagli imperatori di Costantinopoli, straordinariamente popolate e fatte prosperare dalle importazioni fatte per via di mare, fossero cresciute per numero di coloni e di cittadini. D’altronde la verità stessa abbia il suo posto negli scritti di coloro che sono studiosi di queste cose. Così, per quanto la città in se stessa abbia il mare libero e aperto, tuttavia il principe di Taranto curava con ogni espediente che non potesse esservi portato frumento con le navi: infatti, dal momento che le città vicine dell’interno gli obbedivano, aveva condotto la situazione al punto che, rovinati tutti i prodotti dei campi e impedite le importazioni, a stento ai cittadini avanzassero vettovaglie per pochi giorni.

 

Note:

 1 Il collegamento tra l’antica Egnatia, centro romano di origini messapiche nei pressi di Fasano (BR), e la medievale Giovinazzo è fatto su base paretimologica. Non si esclude un contatto con le tradizioni locali, di cui serba memoria l’opera di Bisanzio Lupis (1478-1555), dove è raccontata la storia fantasiosa dei giovani che accolsero l’imperatore Traiano uscendo da Enatia. Vd. P. RANZANO, Apulia 9: Cfr. DbN, n. 18, p. 288.







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