Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 42.1-6, pp. 275-276
Data:
Luogo: Abruzzo, fiume Aterno (Pescara), Fiume Tronto, Montana, Valva (Sulmona), fiume Sangro, monti Maiella e Cozia, Ortona, Lanciano, Chieti, fiume Biferno, monte Ferento, Vasto da Amone, Atessa, fiume Volturno, Venafro, Isernia
Testo:

Igitur ne iis, qui vetera sequuntur, nova quoque ignota sint nomina, placet quae nunc sunt et quae olim fuere appellationes regionum, in quibus a Picinino bellum hoc gestum est paucis describere. Aprutium unde nomen ceperit affirmare vix ausim: alii enim ab apris ductum putant, quod cum asperrimi montes silvestriaque admodum in eo sint loca apris inde frequentibus abundet; alii quod pars quaedam eius Praecutinorum quondam esset, corrupto nomine, pro Praecutio Aprutium dictum volunt. Sunt qui a locorum asperitate deducant factumque ex Asprutio Aprutium velint idque nomen montanis primo locis inditum, post vero ab iis, qui regum vectigalia exigerent, paulatim productum plures simul regiones complexum esse, siquidem Marsos continet, qui nunc in Tallacotienses, Albenses, Celanenses, Aquilanos, Mareriosque distributi sunt (etsi Sabinorum hi quadam ex parte quam Marsorum olim magis fuere) itemque Carpseolanos, adhaec Piceni partem quae a Truento Aternum usque, hinc Aquilanorum montibus, illinc Hadria continetur. Isque ager ab iis quae in ea regione sunt oppidis nomen accepit, ut Teramanus, Hadrianus Pinnensisque. Nam quae pars maxime septentriones spectat olimque Sabinorum fuit ea nunc Montanea vocatur. Peligni cum in tris olim divisi essent partes, quae in plano sita est, eam incolae Valvam nominant, in qua Sulmo est, nobile ac frequens oppidum totiusque regionis emporium. Reliquae partes duae ob coeli inclementiam ignobiles factae desertaeque pene a cultoribus, pabulum aestate pecudibus ministrant. Quod ab Aterno et Saro, id est Piscaria et Sangro fluminibus, ac Maiella et Coctia montibus clauditur Adriaque alluitur in qua sunt Horton, Lancianum ac Theate, olim Marrucinorum fuit, in quibus Theates praestabant. Quod est a Saro Trifernum usque Ferentani tenebant (mons hodie quoque Ferentus dicitur), post quos sunt Dauni. Ferentanorum quondam celeberrimum fuit oppidum Istonium: nunc est Vastum ab Amone agnominatum. Est in eo tractu celebre oppidum Atissa; a Pelignis per Apeninum, qua in meridiem vergit, Samnites ac Campaniam pertingit, Vulturno flumine dirimente, qui agrum Venafranum ab Iserniensi dividit. Haec loca Samnites olim tenebant. Coeterum Aprutium universum regum praefecti in partis distribuunt duas: nam quod ab Aterno ac Marsorum clauditur montibus, id Ulterius Aprutium appellant; quod Marrucinos, Pelignos, Ferentanos et partem Samnitium complecti diximus, huic Citeriori Aprutio nomen fecere utrumque Piscaria (ut dictum est) fluvio dirimente.276 Sed redeo unde digressus sum

Traduzione:

 Dunque perché anche i nomi nuovi non siano ignoti a coloro che si attengono alla storia antica, mi piace illustrare brevemente le denominazioni attuali ed antiche delle zone dove il Piccinino condusse questa guerra. Mi sarebbe difficile dire donde l’Abruzzo abbia preso il suo nome: alcuni infatti lo ritengono derivato dagli apri (cinghiali), poiché essendoci ivi montagne asperrime e luoghi molto boscosi, di conseguenza abbonda di numerosi cinghiali; altri invece poiché una parte di quella regione era un tempo abitata dai Precuntini, sostengono che Abruzzo, per corruzione fonetica, derivi da Precuzio. Ci sono anche quelli che lo fanno derivare dall’asperità dei luoghi e sostengono che Abruzzo sia stato coniato da Aspruzio, e che questo nome sia stato dato prima alle zone montuose, poi ad opera di coloro che riscuotevano le imposte dovute ai sovrani fu esteso a poco a poco fino ad abbracciare più distretti insieme, in quanto esso abbraccia i Marsi che ora sono divisi in Tagliacozzani, Albesi, Celanensi, Aquilani, Mareriesi (anche se questi ultimi appartenevano un tempo per una certa parte più ai Sabini che ai Marsi) e così pure i Carsolani. Inoltre comprende quella parte del Piceno che dal Tronto all’Aterno è chiusa da un lato dai monti aquilani, dall’altro dall’Adriatico; e questo territorio ha preso il nome dalle città che stanno in quella zona, come territorio di Teramo, di Atri, di Penne. Infatti quella parte che volge maggiormente a settentrione e che un tempo apparteneva ai Sabini, si chiama oggi Montana. Quanto ai Peligni essendo essi un tempo divisi in tre parti, quella che è posta in pianura gli abitanti la chiamavano Valva, dove è situata Sulmona, città importante e popolosa ed emporio di tutta la regione. Le altre due parti rimanenti, persa ogni importanza per l’inclemenza del clima e quasi abbandonate dagli abitanti, offrono d’estate pascolo alle greggi. Quel tratturo che è racchiuso dall’Aterno e dal Saro (vale a dire dai fiumi Pescara e Sangro) e dai monti Maiella e Cozia ed è bagnata dall’Adriatico, in cui ci sono Ortona, Lanciano e Chieti, apparteneva un tempo ai Marrucini, tra cui primeggiavano gli abitanti di Chieti. Quel tratto che si estende dal Saro fino al Biferno lo occupavano i Frentani (la montagna ancora oggi si chiama Ferento); dopo di essi ci sono i Dauni. Dei Frentani la città più famosa era un tempo Istonio: ora è chiamata Vasto da Amone. In quel tratto è famosa la città di Atessa. Dai Peligni attraverso gli Appennini, per dove volge a mezzogiorno, tocca i Sanniti e la Campania, avendo per confine il fiume Volturno, che divide l’agro di Venafro da quello di Isernia. Queste zone una volta le occupavano i Sanniti. Peraltro i regi intendenti dividono l’intero Abruzzo in due distretti: infatti chiamano Abruzzo ulteriore quello racchiuso dall’Aterno e dai monti della Marsica; a quello che abbiamo detto comprende i Marrucini, i Peligni e i Frentani e una parte dei Sanniti hanno dato il nome di Abruzzo citeriore; fa da confine tra le due parti il fiume Pescara (come è stato detto). Ma torno al punto da cui ho iniziato la digressione.

Note:









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