Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 36.5-7, pp. 263-264
Data: 1077 circa - 1460
Luogo: Venosa, Matera, Copertino, Neritonium (Nardò)
Testo:

[...] demum singulis in rebus nobilitatem prae se ferebat generis, quod alii Gallicum ab origine quam Italicum malunt. Nobiles enim quosdam secutos e Gallia Normannos ac Viscardos duces pulsisque ex Apulia Salentinisque Constantinopolitani Imperatoris praefectis, virtutis merito donatos in initio oppidis iisque posteros eorum imperitasse in quibus Venusiam, Materam, Cupertinum, Neritonium fuisse tradunt. Qui dominatus in dies magis magisque auctus fuit bellicam ob virtutem, qua haec quidem familia in Italia ex eo adhuc etiam floret. Quo factum est, ut dum partim ipsi regum quorundam impotentiam superbumque dominatum parum aequo ferunt animo, partim ipsi a regibus timentur, aliquando familia omnis ad internitionem pene redacta fuerit, vix uno aut altero superstite. Adeo evertendae illi nihil reliqui ad crudelitatem regibus ipsis fuit. Contra, qui Italicam eam afferunt nec olim fuisse nec nunc quidem extare apud Gallos Britannosve tali cognomento familiam deductamque agnationem volunt ab oppido, cui ex ea domo primus imperaverit, ut Celanam, Martianam, Ebulam, Molisiam, Aquevivam, quae ab oppidis sunt agnominatae. Sed ego longius fortasse digressus sum quam ob rem ad inceptum redeo.

Traduzione:

[...] in tutte le azioni [Roberto Sanseverino] mostrava apertamente la nobiltà della sua stirpe, che alcuni propendono di credere di origine francese anziché italiana. Si dice infatti che alcuni nobili della Francia seguirono i condottieri Normanni e i Guiscardi e dopo aver espulso dalla Puglia e dalla penisola salentina i governatori dell’imperatore di Costantinopoli, in ricompensa del loro valore, ebbero in dono fin dall’inizio alcune città e che su di esse ebbero il comando i loro discendenti e i loro successori e che tra quelle c’erano le rocche di Venosa, Matera, Copertino e Neritonio. Questa signoria si ingrandì di giorno in giorno sempre più grazie al valore militare per cui questa famiglia, appunto da quel tempo, ancora oggi fiorisce in Italia. E per tale motivo avvenne che mentre quei nobili in parte sopportavano di malanimo la prepotenza e il dominio superbo di alcuni re, in parte erano essi stessi temuti dai re, alla fine l’intera famiglia fu ridotta quasi all’estinzione e a malapena ne sopravvissero uno o due rappresentanti. A tal punto i re non lasciarono niente di intentato quanto a crudeltà per estirpare quella famiglia. Al contrario i sostenitori della sua [di Roberto Sanseverino] origine italiana asseriscono che né presso i francesi, né presso i britanni ci fu un tempo o esiste ancora oggi una famiglia con tale cognome e che tale titolo fu tratto dalla città su cui comandò il primo uomo di quel casato, come le famiglie dei Celano, dei Marzano, degli Eboli, dei Molise, degli Acquaviva, che furono così chiamate dalle loro città.1 Ma io ho fatto una digressione troppo lunga, perciò riprendo il filo del racconto.

Note:

1 L'origine dei Sanseverino fu tema di dibattito nelle scritture circolanti a corte, evidentemente conosciute dal Pontano: cfr. DbN, n. 239, p. 263.



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