Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 25.1-2, p. 242
Data: 1460
Luogo: Sarno
Testo:

Rex eo acrius instare, ne annona comportari Sarnum posset summis viribus conari, arcere hostem a pabulationibus, prohibere frumentationes, dies noctesque id agere, quo nihil hosti tutum, nihil quietum relinqueret. Forte accidit levi ut certamine inito Petrus Hubaldinus, eques regius, ab hoste caperetur. Is, (uti moris nunc est) exutus armis atque adempto equo ad Regem remissus, retulit satis se exploratum habere, occupato clam monte a peditatu, deinde per effractam quae ad Fauces esset portam immisso equite diripi qui ex hostibus ad suburbii consedissent caput haud magno conatu posse, quo hosti inflicto vulnere fore uti, castris intra Fauces translatis, hostem fam confectum paucis diebus ad se dedendum Rex compelleret.

Traduzione:

Il re allora incalzava i nemici assai duramente e con tutte le sue forze cercava di impedire che fossero trasportati viveri dentro Sarno, teneva lontano il nemico dai pascoli gli impediva il rifornimento di grano, faceva ciò giorno e notte per non lasciare al nemico sicurezza alcuna e alcuna tranquillità. Per caso accadde che ingaggiata una scaramuccia, fu fatto prigioniero dal nemico un cavaliere del re, Pietro Ubaldino. Questi, come oggi si usa, spogliato delle armi e privato del cavallo, fu rispedito al re, al quale riferì che aveva ben constatato che una volta che fosse stato preso il monte di nascosto ad opera della fanteria, sfondata in un secondo tempo la porta che era presso le Bocche e fatta passare di lì la cavalleria, si potevano senza grande difficoltà sgominare quei nemici che si erano attestati all’entrata del borgo. Inflitto questo colpo al nemico sarebbe avvenuto che, dopo aver trasferito gli accampamenti nelle Bocche, il re avrebbe costretto nel giro di pochi giorni il nemico a consegnarglisi prostrato dalla fame.

Note:

Il passaggio di informazioni da un campo all'altro per mezzo di equites messi in libertà era abituale: cfr. DbN, n. 189, p. 242.





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