Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 24.1-2
Data: 1460
Luogo: Sarno, bosco della Longola, castello di San Marzano
Testo:

Ferdinandus sub confluentem in silva, cui Longulae nomen est, castris positis, quo arctius hostem premeret, structo ponte, a frumentatione, quod maturae iam erant segetes, atque a pabulatione hinc atque illinc arcere hostem statuit idque eo erat facilius quod castellum Sancti Martiani valde confluenti proximum Regi parebat. Igitur strato ponte, assiduis discursionibus hostem adeo vexabat, ut is obsesso persimilis videretur. Quocirca fremere eques, timere duces, ipse Tarentinus sibi diffidere et iam de nocturna fuga cogitare, esse etiam qui se Regi per amicos conciliare clam studerent, alii qui transfugere pararent, cuncta demum plena esse terroris atque formidinis.

Traduzione:

Ferrante posto l’accampamento alla confluenza dei due fiumi, in un bosco chiamato Longola1, per costringere il nemico in uno spazio ancora più angusto, costruito un ponte, stabilì di tenere lontano il nemico da ambo i lati dall’approvvigionamento del grano (le messi erano infatti mature) e dal pascolo; e ciò risultava tanto più facile in quanto seguiva gli ordini del re il castello di San Marzano, vicinissimo alla confluenza dei due fiumi. Gettato, dunque, un ponte molestava a tal punto il nemico con continue incursioni, che questo sembrava molto simile ad un assediato. Per questo, i cavalieri fremevano, i capitani avevano paura, e lo stesso principe di Taranto non aveva più fiducia in sé e già si pensava ad una fuga notturna. C’era anche chi progettava di riconciliarsi segretamente col re tramite amici, altri che si preparavano a passare alla parte opposta, ogni cosa infine era piena di paura e spavento.

Note:

1Il bosco della Longola (toponimo in uso ancora oggi), si trovava a circa un miglio di distanza dalla città di Sarno, alla confluenza del fiume Sarno con i suoi affluenti Cavaiola eSolofrana provenienti da Nocera e Cava: cfr. DbN, n. 184, p. 241.






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