Scheda opera
Codice opera: RSH
Autore: Malaspina Saba
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/saba-malaspina_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Saba Malaspina, Rerum Sicularum Historia, a c. di W. Koller-A. Nietzschke, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXV, Hannover 1999, pp. X-430.
Periodo di composizione: 1284-1285
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Maria Domenica Muci
Excerpta a cura di: Maria Domenica Muci
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I.1, pp. 90-91.
Data: 1231-1232
Luogo: Toscana
Testo:

Olim de semine Frederici Lombarda quadam parturiente Manfredum, prona hominum ad credendum queque relata tenet opinio, quod forme gemine mulierum super Tusciam in aere nubigero comparuerunt humanis obtutibus, pendentes ut nebula super terram, quarum nomina vox magni tonitrui quasi rauca concavitate crepitantis verisimiliter confundebat. Sed non vane hominum coniciunt intellectus alteram, secundum quod discerni potuit, vocari posse Gebelliam, alteram vero Guelfam. Hec, ut aiunt, iunctis brachiis invicem colluctantes alterna corpora mutuo perurgebant, et, dum, ab aurore rutilo usque quo sol tenuit in medio axe iter, durante duello, manuali pugna concertant, nunc illa desubtus ignominiose depellitur, nunc eadem rediviva compulsu alteram premens pedibus victoriosa eminet et leta triumphat; modo illa videtur resupina corpore ruere, modo hec eadem, facie accensa resultans, caput gaudet secunde conterere frequencium inculcatione pugnorum. Sicque variatur ultriusque victoria et mutuus denuo nutat ascensus, neutra diu subest alteri conculcata et altera alteri prelata vicissim in eminentiori stat modicum. Evanescunt alternatim metus et gloria victricis et victe, ac alterius ascensus et casus habet subsistenciam momentalem.

Traduzione:

È convinzione degli uomini, disposti a credere a tutto ciò che viene riferito, che quando dal seme di Federico fu generato Manfredi da una donna lombarda, in Toscana comparvero nel cielo nuvoloso due figure di donna dallo sguardo umano, che sovrastavano come nubi sulla terra, i cui nomi venivano quasi confusi dal rombo di un grande tuono che rintronava nel vuoto. Non a torto gli uomini ritennero, secondo quanto era dato comprendere, che l’una potesse essere chiamata Ghibellina, l’altra Guelfa. Queste, come dicono, scontrandosi l’una contro l’altra con le braccia, si aggrediscono a vicenda e, mentre dall’aurora rosseggiante fino al sole di mezzodì, in un duello incessante, combattono con le mani, ora l’una viene ignobilmente atterrata, ora la stessa, riprese le forze, assalendo e calpestando l’altra con i piedi, prende il sopravvento e lieta prevale; e ora si vede l’una crollare con il corpo riverso a terra, poi la stessa, balzando su con l’impeto in volto, gode nel colpire la testa dell’altra con una gran raffica di pugni. E così si superano a vicenda e la supremazia passa di continuo dall’una all’altra; nessuna delle due, anche se viene calpestata, rimane a lungo sottomessa all’altra, ciascuna prende il sopravvento ma prevale per poco. Vengono meno a vicenda il timore e l’orgoglio di chi prevale e di chi soccombe, e così durano poco sia la vittoria sia la sconfitta.

Note:



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