Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 21.9,12, pp. 236-237
Data: 1460
Luogo: Teano
Testo:

Venientem conspicatus Rex animadvertit, quo propior fiebat, magis magisque se versus ad dextram declinare apparebatque hostili eum ingressu ferri. Et iam eo progressus erat ut Rex quem strictum ille quoad poterat pugionem occultabat conspiceret, quo conspecto cum Deiphobus tantum non in Regis equi habenas illatus esset, Ferdinandus confestim stricto ense atque animo quam confirmatissimo in illum primum, mox in Marinum equum concitat167 ac nunc hunc, nunc illum, nunc utrunque simul cominus petens, ambos in fugam vertit [...] Forte accidit ut, cum praetervectus equo locum Rex esset, ubi cum Marino congressus fuerat, pugionem humi repertum eques ad eum ferret, qui Deiphobo inter congrediendum exciderat: erat autem veneno intinctus tabidisque medicamentis delibutus, quo quamvis leviter ictus cum esset catulus, statim veneno exedente concidit.

Traduzione:

Il re che aveva notato che Deifobo1 veniva verso di lui, si accorse che a mano a mano che si avvicinava, deviava sempre più verso la sua destra ed era chiaro che veniva avanti con l’intenzione di assalirlo. E Deifobo era giunto tanto avanti che il re scorse il pugnale sguainato, che quello tentava di nascondere finché poteva; visto ciò, poiché Deifobo si era quasi gettato sopra le briglie del cavallo del re, Ferrante, senza esitare, sguainata la spada e con la massima fermezza d’animo spinge il cavallo prima contro Deifobo e subito dopo contro Marino e minacciando ora l’uno, ora l’altro, ora da vicino tutti e due contemporaneamente, li mette in fuga entrambi [...] Per caso accadde che, passato il re a cavallo per il luogo in cui si era incontrato con Marino, un cavaliere, trovato in terra il pugnale caduto a Deifobo durante il duello glielo portò: era intinto di veleno, cosparso di succhi letali; tant’è che un cagnolino sebbene colpito superficialmente con quello all’istante stramazzò al suolo, ucciso dal veleno. 

Note:

1 Deifobo dell’Anguillara, figlio del conte Everso († 1490), era tra i principali condottieri al servizio del principe di Rossano.




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