Scheda opera
Codice opera: HAprl
Autore: Gaspare Pellegrino
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/gaspare-pellegrino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Gaspar Pelegrì, Historiarum Alphonsi primi regis libri X, a cura di Fulvio Delle Donne, Roma, Istituto storico italiano per il medio evo, 2021
Periodo di composizione: 1442ca-1443ca
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI 275-282
Data: 1435
Luogo: Ponza
Testo:

Ceterum autem, cum tanto flebili discursu hec incondita permanerent, ac rursus navem inimicam rex ita prosiliret, Iustiniano patrono impossibile esse videtur tantum evenire bonum. Porro cum ad extra graderetur, viso rege, stupuit ac impensa reverencia, uti regi convenit, extemplo, honore condigno in sua camera illum accepit, cui ingenti supplicacione poscit, ut militie cingulo eum promovere dignetur. Ac rex Alfonsus, cui proprium est natura clemencia uti, in militem digne illum duxit esse promotum.

Postmodum autem, armis positis, sudore quo fatigatus fuerat absterso, liquor roseus os regium exiccavit. Verum, quia illa infortunata die ullo alimento educaretur, solus bolus panis cum aqua illi prandium fuit. Nam eius mos religionis erat simili die prorsus illo ieiunio sic vacare. Interdum, ut consuetudo expetit victorie, victum vexillum infra deiectum supponitur. Atque Aragonia signa aliena ducis angue depicta supra in signum honoris imposita sunt.

Traduzione:

Poi, mentre in tanto lamentevole situazione queste cose rimanevano incerte, mentre il re saliva sulla nave nemica, al capitano di quella nave,
Giustiniani, sembrò impossibile che gli fosse capitato un tale bene. Anzi, venendo fuori, visto il re, si stupì, e fattagli la reverenza come si conviene a un re, subito, con degno onore lo accolse nella sua camera, e gli chiese molto supplichevolmente che gli concedesse di ordinarlo cavaliere. E il re Alfonso, a cui, per natura, è proprio l’uso della clemenza, ritenne degno che quello venisse fatto cavaliere.

Poi, deposte le armi, deterso il sudore della fatica, nessun roseo vino bagnò la bocca regia. Invero, poiché in quello sfortunato giorno non aveva
mangiato niente, il suo pranzo fu un pezzo di pane e acqua. Infatti l’uso della sua religione era che, in un simile giorno, si dedicasse al digiuno. Frattanto, come è consuetudine nelle vittorie, il vinto vessillo, tirato giù, fu abbassato. E alle insegne aragonesi furono poste sopra, in segno d’onore, le altre insegne del duca,1 che recano il disegno del serpente.

Note:

Cerimonia di investitura del comandante genovese Giacomo Giustiniani dopo la sconfitta degli aragonesi nella battaglia di Ponza.

[1] Si tratta del duca di Milano Filippo Maria Visconti.




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