Scheda opera
Codice opera: HAprl
Autore: Gaspare Pellegrino
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/gaspare-pellegrino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Gaspar Pelegrì, Historiarum Alphonsi primi regis libri X, a cura di Fulvio Delle Donne, Roma, Istituto storico italiano per il medio evo, 2021
Periodo di composizione: 1442ca-1443ca
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI 69 e 79-82
Data: 1435
Luogo: Gaeta
Testo:

Interea iuvenes ardentes, animo et corpore preliaturi, iugum eminens contra Gayetam, nomen cuius Orlandus est, impetu belli passim occupant. Ceterum appropinquatur urbi Gayete rigida Aragonia turba, que usque ad menia intrans constitit. Post hec autem sagictariorum manus
occupaverant iugum; edes et turres ab extra sepsere. Ab inde, summo ordine parte montis deprehensa, rex Navarre ingens confirmavit castrum, unde murale tormentum impositum fuit, quo uti fulgure horrenti muros et penetralia magna funditus vastabat, civibus duriter confossis. Ultro strenuo conflictu infans Henricus eo simili bellico instrumento contra portam regalem, alio nomine sancti Theodori, civitatem prostrando cum suis copiis multa discrimina pati dabat hostibus fronti.

Traduzione:

Contemporaneamente ardenti giovani, pronti a combattere con l’animo e col corpo, occuparono, con impeto bellico, tutto il monte che si trova di fronte a Gaeta, il cui nome è Orlando.

Si avvicinò, dunque, alla città di Gaeta la salda schiera aragonese, che, avanzando fino alle mura, si fermò. Dopo, le schiere degli arcieri presero posizione sul monte Orlando; strinsero da fuori le case e le torri. Poi, il re di Navarra, preso possesso, con grande ordine, di parte dell’altura, rafforzò il grande accampamento, dove fu collocata una bombarda, con cui, come con terribile folgore, devastava dalle fondamenta le mura e i grandi palazzi, mentre i cittadini venivano duramente colpiti. Con strenuo conflitto anche l’infante Enrico, con simile arma posta di fronte alla porta principale, che ha nome di San Teodoro, colpendo la città, con le sue truppe costringeva i nemici a sopportare molti danni.

Note:






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