Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: X.22-23, pp. 236-237
Data: 1474-1492/1493
Luogo: fiume Ofanto, Canosa di Puglia, Lacedonia, Melfi, Lavello, Minervino Murge, Barletta
Testo:

X.22 A Barulo tria milia distat Aufidus fluvius, quo Pediculorum regio terminatur. Lofantum corrupto vocabulo ipsum nuncupat vulgus. Oritur ex Apenino haud procul a castello qui Nuscus appellatur, ut suo loco dicam, fonte quidem modico cadens, ita ut aestate vix ad tricesimum miliarum cursum aliquando extendat. Hieme, vero, et receptis in se aliquot amnibus et imbribus adeo augetur ut, suo saepe egressus alveo, multis in locis amplissimos illos Apuliae campos veluti mare quoddam longe lateque demergat.

X.23 Vetus Canusium, quod, auctore Strabone1, erat in loco plano situm, olim praeterfluebat; hodie autem distat ab oppido, quod Canusium etiam appellatur quodque positum est in loco aedito mille passuum intervallo. Ex montibus itaque in plana delapsus suoque decursu ubique Apulos Pediculos ab Apulis Dauniis dirimens, primum per Lacedemoniensem, deinde per Melphitanum et ab eo per Lavellanum, inde post multas flexiones labitur per plana Minorvino vicina, postea per Canusium et ab eo per Barolitanum agrum delatus, in mare tandem erumpit Adriaticum.

Traduzione:

 X.22 Da Barletta dista tre miglia il fiume Aufido, con cui termina la regione dei Pediculi. Il popolo lo chiama, con il nome corrotto, Lofanto. Sorge dall’Appennino, non lontano dal castello che è chiamato Nusco, come dirò a suo luogo, sgorgando da una sorgente certamente modesta, così che in estate a stento il suo corso si estende talvolta per trenta miglia. In inverno, invece, con l’apporto di alcuni fiumi e delle piogge, si accresce tanto che, spesso uscendo dal suo letto, come un vasto mare, sommerge in molti luoghi quei grandissimi terreni della Puglia. 

X.23 L’antica Canosa, che, secondo Strabone, era situata in un luogo pianeggiante, un tempo era bagnata dal fiume; oggi, invece, dista mille passi dalla città che è chiamata Canosa e che è posta in un luogo elevato. E così, sceso dai monti verso le pianure, separando con il suo corso gli Apuli Pediculi dagli Apuli Dauni, prima attraversa Lacedonia, successivamente Melfi e da lì Lavello, poi, dopo molte deviazioni, scorre attraverso la pianura vicina a Minervino, poi attraverso Canosa e infine, attraversato il territorio di Barletta, sfocia nel mare Adriatico.

Note:

1 Str., VI, 3, 9.






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