Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XVI, 11, pp. 78-81.
Data: 1507-1511
Luogo: Vaste, Montesardo
Testo:

A Vastis nulla occurrunt antiquitatis vestigia usque Montem Arduum oppidum, ab Acra Iapygia VII milibus passuum remotum, ubi et urbs antiqua fuit, cuius pars in colle, pars in plano sita, mediocris magnitudinis. Huius et nomen abolitum est. In eminentiore huius urbis parte, in edito colle, pulchrum est oppidulum. Memini me a veteribus audisse Graecis hanc urbem ΤΡΑΧΕΙΟΝ ÓΡΟS, quod Latine asperum seu arduum montem exprimit. Erat enim urbs in lapidoso et aspero monte sita.

Traduzione:

Partendo da Vaste non si incontrano vestigia di passate civiltà fino alla cittadina di Monte Arduo, lontana dall’Acra Iapigia sette miglia, dove sorse anche un’antica città di media grandezza, disposta in parte sul colle, in parte nel piano. Anche di essa si è perso il nome. Bella è l’acropoli che si staglia sulla sommità del colle, nella zona più elevata della città. Ricordo di aver udito da anziani greci che questa avesse nome di Τραχειον ὀρός, che in latino significa ‘monte aspro’ ovvero ‘difficile da salirvi’. La città era infatti ubicata su un monte pietroso e scabro.

Note:




CATEGORIE
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COROGRAFIA E TOPOGRAFIA LocalitàEtimologia