Scheda opera
Codice opera: Cd
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, Callipolis decriptio, in Le Lettere, a c. di A. Pallara, Lecce, Conte, 1996, pp. 79-116
Periodo di composizione: 1513
Genere letterario: Epistolografia
Traduzione a cura di: A. Pallara
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: Cd, pp. 82-83, 101-102
Data: 1513
Luogo: Gallipoli
Testo:

Hic homines purissimi sunt, bene morati, non mendaces, non rapaces, non seditiosi, non intemperantes, non cupidi, non ambitiosi et (quod Plato maritimas urbes incolentibus tribuit) non iniusti, non fraudulenti, sed veraces et fideles, parci, frugales, suis rebus contenti, et inter se concordes, et in ipso mari, et in appulsu exterorum, et in tot stipendiariorum militum consuetudine, et in utraque fortuna integritatem et constantiam servant suam. Saepe enim, ut vidimus, ob fidem servandam dira passi sunt, neque umquam tot mala fregerunt illorum animos. In pace mites sunt et tractabiles et humanissimi, in bello, prout regio fert, si Puderico placet, plus quam satis animosi et strenui. Testatur quidem foris agrorum vastitas, villarum et omnis generis arborum incendia; domi vero angustia rerum omnium vitae necessariarum et huius urbis miseranda clades, et pertinax virtus, et Venetorum, deinde Hispanorum Gallorumque arma, quantum hi fide et animo valeant. Tota circa regione adversa paene obsessi, Gallorum turmas, Marco Antonio Philomarino duce, multis Gallorum caesis aut captis, usque ad quintum et sextum lapidem saepe persecuti sunt. 

Traduzione:

Qui gli uomini sono integerrimi, di ottimi costumi, non bugiardi, non ladri, non turbolenti, non intemperanti, non avidi, non ambiziosi e (diversamente da quanto Platone dice degli abitanti delle città marittime) non ingiusti, non falsi, ma sinceri e leali, moderati, sobri, paghi di ciò che hanno, concordi fra loro. Essi, pur andando per mare, pur approdando in terre straniere, pur avendo avuto rapporti con soldati mercenari, pur avendo sperimentato la buona e la cattiva sorte, hanno conservato e conservano la purezza di costumi e fermezza di carattere. Spesso infatti, come abbiamo visto, per non venir meno alla loro fedeltà di sudditi, hanno subito cose atroci, senza per altro che tante sventure fiaccassero mai l'animo loro. In pace sono miti, cordiali e molto gentili; in guerra invece, secondo la natura della loro terra - Poderico1 mi consenta di dirlo - sono più che coraggiosi e valorosi. Quanto essi siano leali ed eroici possono attestarlo, fuori delle mura, i campi devastati e le fattorie e le piante d'ogni genere dati alle fiamme; dentro le mura, la penuria di ogni cosa necessaria alla vita, la pietosa rovina della città, la tenace resistenza dei cittadini, le armate dei Veneziani e poi degli Spagnoli e dei Francesi. Quasi assediati, essendo ostile tutta la regione circostante, gli abitanti di Gallipoli, al comando di Marco Antonio Filomarino2, inseguirono spesso sino a cinque o sei miglia dalla città le truppe dei Francesi, molti uccidendone o facendone prigionieri. 

Note:

1  Francesco Poderico, membro dell'Accademia pontaniana e amico di Galateo. 

2 Marco Antonio Filomarino (1447-1526) fu governatore di Gallipoli durante l'invasione del regno di Napoli di Carlo VIII. 



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