Scheda opera
Codice opera: Cd
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, Callipolis decriptio, in Le Lettere, a c. di A. Pallara, Lecce, Conte, 1996, pp. 79-116
Periodo di composizione: 1513
Genere letterario: Epistolografia
Traduzione a cura di: A. Pallara
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: Cd, pp. 80, 98-99.
Data: 1513
Luogo: Gallipoli
Testo:

Fons est, qui circiter sexcentis passibus abest ab urbe, non nativus, sed mira arte fabrefactus. Elegit ille locum, ubi sex aut septem puteos fodit aquae saluberrimae, quos omnes per cuniculum iunxit. Deinde extendit cuniculum usque ad declives rupes mari impendentes, ubi ostium fecit fontis, et quae hominum animantiumque ceterorum usui superest aqua nunc in mare proximum defluit; olim usque ad portum, qui est ante urbis portam, perveniebat. Videntur enim quaedam aquaeductus vestigia. Ita ille aptavit, libravit, aequavit et perpendit humori alveum, ut ipse fons, aestate et hyeme perennis esset et nunquam seipso maior fieret aut minor, cum non tantumdem aquae sit in puteis aestate et hyeme et austro flante aut borea. 

Traduzione:

Alla distanza di circa seicento passi dalla città vi è una fonte non naturale, ma realizzata artificialmente con una tecnica mirabile. Quegli [l’architetto] scelse un luogo idoneo, vi fece scavare sei o sette pozzi d'acqua purissima e li congiunse tutti con un cunicolo. Poi prolungò il cunicolo sin dove le rocce scendono a picco nel mare e qui aprì la bocca della fontana. L'acqua superflua ai bisogni degli uomini e degli animali ora defluisce nel mare sottostante; un tempo giungeva sino al porticciolo che è davanti alla porta della città; ancora oggi si vede infatti qualche resto dell'acquedotto. Egli sistemò, equilibrò, regolò, progettò insomma, il condotto dell'acqua, in modo che il getto della fontana fosse continuo d'estate e d'inverno (benché d'estate e d'inverno nei pozzi non vi sia sempre la stessa quantità di acqua) e non diventasse né più debole né più violento, sia che spirasse lo scirocco, sia che spirasse la tramontana. 
 

Note:




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