Scheda opera
Codice opera: Cd
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, Callipolis decriptio, in Le Lettere, a c. di A. Pallara, Lecce, Conte, 1996, pp. 79-116
Periodo di composizione: 1513
Genere letterario: Epistolografia
Traduzione a cura di: A. Pallara
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: Cd, pp. 79, 98.
Data: 1513
Luogo: Gallipoli
Testo:

Ante arcem, quae urbi prominet, pons est, qui duo maria committit, quae urbem non peninsulam, sed vere insulam faciunt. Inde iterum terra latius se in formam sartaginis diffundit in orbem, qui urbem totam efficit mediocris ambitus, ut videtur, decem stadiorum. Urbs eo tempore, quo capta est, nec muris, nec machinis, nec praesidio erat satis tuta. Nunc munitissima est, et e terra et e mari; superbum et minax et pulcherrimum sui praebet spectaculum, unde illi nomen indidisse priscos Graecos existimo. 

Traduzione:

Davanti al castello che si erge sulla città, c'è un ponte che lascia congiungersi i due tratti di mare, i quali rendono Callipoli non una penisola ma una vera e propria isola. Da quel punto la terra si riallarga a tondo, assumendo la forma di una padella. Il perimetro della città non è molto ampio; a occhio e croce non supera dieci stadi. Callipoli all'epoca in cui fu distrutta non era sufficientemente difesa né da mura né da macchine da guerra né da guarnigione1. Ora, invece, è validamente fortificata e dalla terraferma e dal mare offre di sé una vista superba, fiera e bellissima per la quale io penso che la chiamarono Callipoli gli antichi Greci. 

Note:

1 Il riferimento è alla distruzione della città a opera di Carlo II d'Angiò nel 1284. 





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