Scheda opera
Codice opera: HAprl
Autore: Gaspare Pellegrino
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/gaspare-pellegrino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Gaspar Pelegrì, Historiarum Alphonsi primi regis libri X, a cura di Fulvio Delle Donne, Roma, Istituto storico italiano per il medio evo, 2021
Periodo di composizione: 1442ca-1443ca
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II 9-20 e 23-25
Data: 1421
Luogo: Napoli
Testo:

Ludi v<ar>ii ac festivi instituuntur magnaque student componere tripudia. Maxima pars illorum triumphi carminibus dulcissime instant nec non eciam nonnulli instrumentis canoris et cantibus melodie; concrepant protinus tube recurve, altis clamoribus gaudia impulsant maxima. Quale inquam festum, quale inquam convivium celebrari, operari opipare disponitur! Certe mirificis auleis arte dipictis varia aula regia ita contexta erat, utique ulla maior ea esse ferebatur, quoniam cesaris ornata domus figurata herebat. Effluit interea tempestas prout labentibus horis contingit, quando mensis paratis aureas crateras argenteasque pateras mirabili artificio sculptas innumera quantitate suis in locis reponunt. Vasa quoque alia, quorum materia eius maior erat opere, ad aras Bacchi detegunt. Post ubi pulchritudinis clare puellarum corus vasis auro rutilanti roseam limpham manibus venuste infundunt, rursusque nitidissimis vittis rorem celeriter exiccare procurant, sedet rex solio in excelso unde equat locus numerum personarum. Astat sacra regina lateri dextro, quisque demum gradatim, ut sua dignitas exposcit, recedit. Veniunt preterea ministri cererem canistris coronatis candidam expedientes et in mensis reponentes. Hi dapibus amplissimas diversorum saporum patellas deferunt aureas queque ac insuper condita mantilibus genialiter anteponunt. Quales atque alitum quales utique quadrupedum carnes, quas natura edocta adeuntibus indulget, tales, omni vicio egestatis depulso, ultra quam satis innumera educuntur copia, et, id quod iocundius, tanto conspicitur solacio, est numerus virginum puellarum clarissimus, quarum viginti pulchritudine vasta pateras optimo Falerno aureas libantes undique ministrabant, et, quod utilius, totidem equantes numero penuum cesserant cados apportantes plenissimos. Nullus fragor horridus nullusque pracmaticorum rumor ministrantiumque iussa aliquo obiecto violabili aures invitancium fatigabant. Ceterum autem, ex quo prima quies saturatis cessavit, mensis elevatis vage strepitus tectis compulsat. Sicque astantes quique viri cum puellis, ipse virgines matres secus cum connubio ductis sese alternatim <in> grata verba resolvunt. Ultro egregia illa coniunctio atque honesta fando sagacibus rebus iocundisque moras subducunt.

Traduzione:

Vengono organizzati giochi molteplici e festivi e si danno da fare per celebrare grandi tripudi. Una grandissima parte di loro insiste dolcissimamente con carmi trionfali, e alcuni con cori e canti melodici; strepitano, infine, le ricurve tube, con alti squilli generano massima gioia. Quale festa, dico, quale convivio ci si dispone a celebrare, a svolgere magnificamente! Certamente la variopinta sala regia era così piena di mirabili tappeti tessuti con immagini artistiche, che senz’altro si diceva che nessuna fosse più ragguardevole di quella, giacché l’ornato palazzo reale era tutto decorato. Fluisce intanto il tempo come accade per lo scorrere delle ore, quando sulle mense imbandite pongono, in enorme quantità, ai propri posti, coppe d’oro e tazze argentee cesellate con mirabile arte. Anche altre coppe, la cui materia era più preziosa della stessa opera, sistemano per le offerte a Bacco.
Dopo che la schiera delle fanciulle di illustre bellezza versa graziosamente sulle mani acqua profumata alle rose con coppe di scintillante oro, e di nuovo fa in modo che le gocce vengano subito asciugate da candidi panni, il re siede sull’eccelso trono, la cui posizione rende pari tutte le altre persone. La sacra regina sta sul lato destro, e a seguire stanno tutti gli altri, ciascuno come richiede la sua dignità. Vengono poi i servi e portano il bianco pane in canestri coronati, che collocano sulle mense. Recano, inoltre, grandissimi vassoi d’oro con vivande di diversi sapori, e li pongono, poi, graziosamente coperti da tovaglioli. Quali sono le carni di volatili e di quadrupedi, che la natura offre a chi espertamente le ricerca, tali, rimosso ogni vizio di scarsità, sono portate in abbondanza superiore al bastevole, e, ciò che è più dilettevole ed è visto con grande piacere, è splendida la quantità delle vergini fanciulle, venti delle quali, di enorme bellezza, servono ovunque le auree coppe riempite con l’ottimo Falerno, e, ciò che è più utile, altrettante vengono portando piatti pienissimi di vivande. Nessun orrido fragore, nessun rumore di sguatteri o disposizione servile infastidiva le orecchie dei convitati con cose spiacevoli. 

Poi, cosa per cui cessò la prima quiete per coloro che si erano saziati, sparecchiate le mense, un suono di strumenti si diffonde dolcemente nelle alte sale. E così tutti gli uomini con le fanciulle, e le vergini e le madri con i mariti indugiano in gradevole conversazione. [25] Con naturalezza quella egregia e onesta comitiva si intrattiene parlando di cose piacevoli e allegre.
 

Note:

Celebrazioni per l'arrivo di Alfonso il Magnanimo a Napoli








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