Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 7, pp. 6-7
Data: 1507-1511
Luogo: Golfo di Sant'Eufemia, Golfo di Squillace
Testo:

Extremae totius orae duae sunt, ut dixi, peninsulae. Quae ad meridiem spectat, et ad Siculum vergit fretum, paulo maiori ambitu cingitur, clauditur isthmo qui est a Scyllaceo ad Hipponiatem sinum seu, ut Aristoteles ait, a Scylletico ad Lameticum. Inter utrunque eodem auctore iter est mediae diei; Strabo spacium esse ait CLX stadiorum; nusquam angustiorem esse Italiam Plinius ait.

Traduzione:

Due sono le penisole estreme dell’intera regione, come ho detto. Quella che è volta a mezzogiorno e verso lo stretto di Sicilia è alquanto più estesa e si restringe con un istmo che va dal golfo di Squillace a quello di Ipponion1, ovvero, per usare le parole di Aristotele, dal golfo scillatico a quello lametico2, tra i quali, a detta dello stesso autore, intercorre la distanza di una mezza giornata di cammino; Strabone riferisce che il percorso è di 160 stadi, Plinio dice che in nessun altro luogo l’Italia è più stretta3.


 

 

Note:

1Il golfo di Ipponion è l’attuale golfo di Sant’Eufemia, che prendeva il nome dalla colonia locrese di Hipponion.

2 Si tratta del golfo che prende il nome dal fiume Lamato, nei pressi di Lamezia Terme.

3I riferimenti alle fonti citate nel testo sono: Arist., Pol., 7, 10, 1329b; Strab., Geogr., 6, 1, 4; Plin., Nat. Hist., 3, 100.



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