Scheda opera
Codice opera: RgArl
Autore: Bartolomeo Facio
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/bartolomeo-facio_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Bartolomeo Facio, Rerum gestarum Alfonsi regis libri, a cura di D. Pietragalla, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2004
Periodo di composizione: 1448-1455
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Daniela Pietragalla
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI 63-64
Data: giugno 1439
Luogo: Napoli
Testo:

Nam dum Nicolaus Fregosus, quem Genuenses cum onerariis quatuor Renato petenti miserant ut frumentum Neapolim veheret, forte adhuc in portu esset, mox Brutios petiturus, quidam ex arce regia magni ponderis saxum in eius navim tormento aeneo contorsit. Quo ictu magno cum fragore malo et magna puppis parte perfracta, etiam saxum in cubiculum, ubi forte pecuniam numerabat, cum ingenti terrore ac trepidatione circumstantium incidisset, ira succensus, non abiturum se inde prius iuratus est quam quinquagies saxa in eam arcem balista coniecisset. Simul his dictis impetrata a Renato venia, balistam quae ad aedam divi Nicolai pro arce stabat componit saxisque lapides uno iactu emissi, quonam inciderent incertum faciebant nec locus ullus, praeter imos fornices, in tota arce tutus videbatur.

Traduzione:

Infatti, mentre Nicola Fregoso (1410 ca.-1452), che i genovesi avevano mandato, dietro richiesta di Renato [Renato d’Angiò (1409-1480], con quattro navi pesanti per rifornire Napoli, era ancora nel porto, pronto a far rotta verso la Calabria, qualcuno dalla rocca regia lanciò sulla sua nave un enorme proiettile di bombarda. L'albero della nave e la gran parte della poppa vennero distrutti per il gran colpo e con un enorme fragore: il proiettile, con grande paura degli astanti, andò a colpire un angolo in cui si trovava del denaro. Nicola giurò di non andarsene prima di aver colpito la rocca per cinquanta volte. Così, ottenuto il permesso da Renato, Fregoso dispose una balestra che stava davanti alla rocca, vicino alla chiesa di San Nicola, e prese a colpire con enormi proiettili le mura della rocca: il tetto venne sfasciato in parecchi punti e anche all’interno la rocca riportò danni non minori. Con un solo colpo venivano lanciati numerosi e pesanti proiettili che non era facile prevedere dove sarebbero caduti, così che in tutta la rocca non c’era un luogo sicuro, a parte le volte.

Note:







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