Scheda opera
Codice opera: RgArl
Autore: Bartolomeo Facio
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/bartolomeo-facio_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Bartolomeo Facio, Rerum gestarum Alfonsi regis libri, a cura di D. Pietragalla, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2004
Periodo di composizione: 1448-1455
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Daniela Pietragalla
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II 108-109
Data: 1423
Luogo: Ischia
Testo:

Aenaria insula est, quam Isclam vocant, duodeviginti milibus passuum a Neapoli abest, a continenti non plus quatuor, opulentior quam pro parvitate. In eius paene medio se attollit mons mirae altitudinis qui olim, ut ferunt, ad Aetnae similitudinem, terrificos in coelum ignes per noctem evomere solebat; reliqua pars plurimum plana est, incolas habet piscatoriae ac maritimae arti assuetos.

Contra hanc insulam ad teli iactum mons est mille ferme passus in altitudinem eminens ac tantundem circuitu ambiens, parvo ponte insulae coniunctus, ille quidem praeruptus et confragosus atque uno tantum et eo quidem perangusto atque arduo calle pervius. In eius fastigio situm est oppidum totam montis planitiem occupans. Ad radices situs est viculus unde per obliqua et anfractus oppidum aditur. In eo spatio tre turres interiectae aditum claudunt; domus oppido pro moenibus sunt.

Traduzione:

Enaria [è] un’isola, detta Ischia, distante diciottomila passi da Napoli e non più di quattro dal continente, piuttosto ricca benché piccola. Nella sua parte centrale si stagliava un monte di straordinaria altezza che una volta, così raccontavano, era solito emettere di notte fuochi terrificanti verso il cielo, proprio come l’Etna; il resto dell’isola era pianeggiante e gli abitanti si dedicavano alla pesca e alle attività marinare.

Di fronte a quest’isola, ad un tiro di dardo, c’era un monte alto quasi mille passi, altrettanto esteso in circonferenza, unito all’isola da un piccolo ponte, davvero scosceso e accessibile solo attraverso una stradina assai stretta e difficoltosa. In cima c’era un castello che occupava il piano di tutta la montagna, ai piedi un borgo che, per tortuosi sentieri, conduceva al castello. In quello spazio tre torri frapposte chiudevano l’ingresso; le case erano per il castello come mura.

Note:







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