Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 17.2, pp. 227-228
Data: 1459
Luogo: Calvi
Testo:

His Rege curis anxio forte accidit, ut Camillus Caraciolus impiger iuvenis Regique ob virtutem maxime carus cum munitionibus praeesset, patefacta ab bombardis aliquantum per muros via, occasionem pugnae adesse ratus cohortatusque paucis milites, uti pristinae virtutis memores essent, ingentibus etiam donis propositis signum pugnae dari iusserit. Itaque certatum est pro muris atque in ipsa ruina atrocibus animis, dum neutri cedere loco volunt. Tandem sclopetorum colubrinarumque foeda strage superati regii alii cedunt, alii praecipites dantur. Camillus dum inter primos versatur pila colubrinaria per cerebrum adacta cadit, cuius casu prosternati coeteri oppugnationem deserunt multisque acceptis vulneribus cis fossas aegre se recipiunt.

Traduzione:

Mentre il re era agitato da tali pensieri, per caso accadde che Camillo Caracciolo, giovane pieno di zelo e particolarmente caro al re per il suo valore, mentre capitanava le opere d’assedio, essendo stata aperta dalle bombarde una breccia abbastanza praticabile nelle mura, ritenendo che si fosse presentata l’occasione per uno scontro, dopo aver esortato con poche parole i soldati a rammentarsi dell’antico valore e promesso anche grandissime ricompense, comandò che si desse il segnale dell’attacco. E così si combatté davanti alle mura e nel tratto abbattuto dalle bombarde con estrema determinazione, in quanto né gli uni, né gli altri vogliono abbandonare le rispettive postazioni. Alla fine i soldati del re, superati dalla orribile carneficina degli schioppettieri e degli addetti alle colubrine, in parte cedono, in parte si danno ad una fuga precipitosa. Camillo muovendosi tra i primi, colpito da una pallottola che gli trapassa il cervello, muore; gli altri demoralizzati dalla sua morte abbandonano l’assedio e si ritirano a stento al di qua dei fossati, dopo aver ricevuto molte ferite. 

Note:



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