Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 16.3, pp. 226-227
Data: 1459
Luogo: Calvi, Teano
Testo:

Rex ad meridiem castris positis tormentisque admotis muros qua portae committebantur, quati assidue iubet, et quanquam magna ruina edita, omnia tamen in dies asperiora erant. Nam et anni tempus pessimum erat et, cum cingi undique oppidum nequiret, ut quaeque ad defendendum necessaria erant, per vallem noctu praesertim facile importabantur ab Theano, quod oppidum non amplius quatuor millibus passuum abest, brevique tanta sclopetariorum immissa vis est, ut passim totis castris milites veluti pecora trucidarentur, qui glandibus pilisque expositi non vallo, non aggere, non ullo munimenti genere protegebantur, ipsorumque castrorum facies ob multitudinem cadentium maxime foeda ac miserabilis erat.

Traduzione:

Il re, dopo aver posto l’accampamento sul lato rivolto ad est, fatta avanzare l’artiglieria, ordinò di colpire senza interruzione le mura nei punti in cui si congiungevano alla porta e, sebbene egli avesse provocato una gran rovina, la situazione si faceva di giorno in giorno più critica. Infatti la stagione dell’anno era pessima1 e, dato che non si poteva cingere d’assedio la città d’ogni parte, tutto ciò che man mano si rendeva necessario per la difesa, facilmente veniva importato, specialmente di notte, attraverso la valle, da Teano, città che non distava più di quattro miglia; ed in breve tempo fu introdotto in Calvi un così gran numero di schioppettieri che qua e là in tutto l’accampamento venivano trucidati come pecore i soldati del re che, esposti alle palle di piombo e ai giavellotti, non erano protetti né da un vallo, né da un terrapieno, né da difese di alcun tipo. L’aspetto dell’accampamento stesso era estremamente orribile e pietoso per il gran numero di caduti.

Note:

1 A causa di una pioggia incessante cominciata il 20 dicembre: cfr. DbN, p. 227, n. 123.







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