Scheda opera
Codice opera: GAr
Autore: Tommaso Chaula
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/tommaso-chaula_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Tommaso Chaula, Gesta Alfonsi regis, a cura di Fulvio Delle Donne, Mariarosa Libonati, Palermo, Bollettino, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 2021
Periodo di composizione: 1421-1424
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne - Maria Rosa Libonati
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: V, IV, 1 e 5-8
Data: 1424
Luogo: Napoli (Castel Capuano)
Testo:

Eois porrectum plagis Capuane Castrum menibus est urbis conterminum.

Ergo omne genus eminenciora expugnandi castra erigitur: hinc petrarie, hinc phalarice saxa missure globata tolluntur. Datur signum, acre concurritur, subeunt arietes, sparguntur tela, volitant missilia liquidum per inane rapta, valli aggere et turrium altarum pinnis Siculi cum Hiberis preliantes adversus Neapolitanos firmi ad omnes ictus et fortune eventum consistunt. Vi summa certatur. Sed inauditi ponderis excusse phalarice non tantum murorum et turrium pugnacula subruunt, verum tenus parietum fundaments saxa saxis disgregant et solo equatum late Castrum patescit, adeo quod nullum obicem obsessi nisi concavas castri partes habent; undique telis, machinis et balearibus fundis miseri petuntur, nec virtus valet in adversis sed quantum valere potest erigitur: certatum concurritur. Multi utrinque letalibus percussi vulneribus ipsa morte oppetunt, nullus plagarum expers nullam tanta vi tamque acerbo concursu arcem debellatam quispiam meminit, sed iam declinat ad hostes belli victoria, quoniam non ultra obsessi increbescentibus grandinum instar telorum tempestatibus aliisve vallo admotis machinis resistere possunt.

Traduzione:

Castel Capuano si trova nella parte orientale, presso le mura della città.

Dunque si predispone a ogni cosa per espugnare le parti più alte del castello: sono tirate su catapulte e falariche che lanciano pietre arrotondate. Il segnale è dato, ci si scontra acremente, si portano gli arieti, i dardi sono scagliati, le rapide frecce volano per il limpido cielo, dal terrapieno del vallo e dai merli delle alte torri i Siculi con gli Iberi, battendosi contro i Napoletani, restano fermi a combattere contro tutti i colpi e contro l’imprevista sorte. Si combatte con grande vigore. Ma le falariche che scagliano proiettili di enorme peso non abbattono soltanto i merli delle mura e delle torri, ma con i sassi distruggono le pietre delle mura fin nelle fondamenta e il castello appare ampiamente raso al suolo, a tal punto che gli assediati non hanno alcun riparo, se non le parti concave del castello; da ogni parte gli sfortunati sono colpiti da dardi, macchine da guerra e fionde baleariche, né serve nelle avversità la virtù, ma per quanto è possibile essa si oppone: accorrere allo scontro. Da entrambe le parti molti feriti da colpi mortali vanno incontro alla stessa morte, coloro che sono esperti del territorio non ricordano che mai la rocca sia stata attaccata con così tanta violenza, ma già la vittoria della guerra volge ai nemici, dal momento che gli assediati non possono resistere oltre a quelle tempeste di dardi che si infittivano come grandine o alle altre macchine da guerra accostate al vallo.

Note:

Espugnazione di Castel Capuano da parte delle truppe genovesi.






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