Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 13.5-7, pp. 223-224
Data: 1459
Luogo: Capua, Calvi, Napoli
Testo:

confestimque nullo indicto bello hinc finitimos Capuae agros, illinc Liri traiecto, propinquam regionem populationibus vastat: abigitur omnis generis rerum praeda ingensque captivorum trahitur numerus. Calvium quoque oppidum, corruptis qui illud proderent, capit ac praesidio firmat, et quam maxime potest metu ac formidine cuncta complet. Augebat terrorem Regis absentia, nullo propinquo exercitu, nullo duce, qui gravibus ac repentinis malis iret obviam. Quocirca nihil tutum, nihil securum Neapoli aut finitimis in locis videri, metu in maius cuncta tollente. Deseri villae, relinqui aedificia, impuberes, senes, mulieres munita in loca passim trahi, fuga omnes sibi consulere, iumentis, pecoribus, carris vias oppidaque impleri viderique omnia circumsonare armis atque equorum hinnitibus fremere, dum quotidianae tum populorum, tum principum rebelliones nuntiantur; demum vanis etiam rumoribus oppida urbesque complentur.

Traduzione:

 [...] ed immediatamente, pur non essendo stata dichiarata alcuna guerra, mette a sacco con frequenti scorrerie, da una parte i territori confinanti di Capua, dall’altra attraversando il fiume Liri la regione vicina: si fanno prede di ogni genere ed un gran numero di prigionieri è tratto via1. Marino conquista anche la roccaforte di Calvi2, corrompendo chi poteva consegnargliela, e la rafforza con una guarnigione e la riempie tutta, quanto più possibile, di timore e di paura. Accresceva il terrore l’assenza del re, poiché non c’era nelle vicinanze nessun esercito, nessun condottiero che potesse recare aiuto nei pericoli gravi ed improvvisi. Perciò niente sembrava essere sicuro, niente tranquillo a Napoli o nelle zone vicine, dato che la paura ingigantiva ogni cosa. Venivano abbandonate le fattorie, lasciati i palazzi, gli anziani, le donne venivano portati qua e là in zone difese, tutti si mettevano in salvo con la fuga; le strade e le città erano piene di bestie da soma, pecore, carri; si vedeva ogni cosa intorno risuonare di armi e fremere di nitriti di cavalli; mentre ogni giorno si annunciavano rivolte e di signori e di popoli; infine le città e le piazzeforti si riempiono di dicerie senza fondamento.

Note:

1 Le scorrerie nei territori del basso Volturno fino alle porte di Capua servirono a scoraggiare Calvi che, non a caso, si sarebbe arresa a Marzano pochissimi giorni dopo l'attacco da lui sferrato: cfr. DbN, p. 223, n. 112

2 Il centro fortificato di Calvi, ricaduto nel demanio, era stato assegnato a Ferrante nel 1456. Per la sua posizione strategica, sulla strada verso Venafro e l'Abruzzo, era uno degli obiettivi principali dei ribelli: DbN, p. 224, n. 112





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