Scheda opera
Codice opera: GAr
Autore: Tommaso Chaula
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/tommaso-chaula_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Tommaso Chaula, Gesta Alfonsi regis, a cura di Fulvio Delle Donne, Mariarosa Libonati, Palermo, Bollettino, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 2021
Periodo di composizione: 1421-1424
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne - Maria Rosa Libonati
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, V, 10-12
Data: 1421
Luogo: Sicilia, Palermo
Testo:

O fortunatissima nobis ista dies, que ab Hiberis nacionibus luculentissimum sidus excitum opportunum nobis tradidit. Quare, vir ingens, qui primevo etatis flore indolem tanti generis demostras, pari omnium civitatum et oppidorum consensu suscipe tue Trinacrie principatum. Hec est profecto illa Trinacria, illa Sicilia, illa Sicania, cuius gloria, cuius fama cuncti modernorum et vetustissimorum omnium commentarii libri et annales repleti sunt. Hic montes inaudite magnitudinis, hic flumina, hic fontes sunt mire virtutis, hic variarum specierum arborei fetus, hic, ingens, admirandarum rerum portenta orta sunt. Sed longe inter ceteras urbes felix, hec tua Panormitana civitas, ad cuius esse procreandum unanimis et mitissima superorum clemencia concurrit, cuius, si laudes amplecti nitar, longius subtraheretur sermo, se tuis submittit habenis, vigili cura apud sacras divorum aras incumbens, ut longo evi spacio tuorum regnorum moderamina sorciaris.

Traduzione:

Fortunatissimo è questo giorno per noi, che ci ha consegnato una stella luminosissima, venuta apposta dalle nazioni iberiche. Per la qual cosa, o grande uomo, che sin dal primo fiore degli anni dimostri un’indole così magnanima, assumi il governo della tua Trinacria con pari consenso di tutte le città e di tutti i castelli. Questa è quella Trinacria, quella Sicilia, quella Sicania, della cui gloria, della cui fama sono pieni tutti i libri di storia e gli annali dei moderni e dei più antichi. Qui sono monti d’inaudita altezza, qui fiumi, qui fonti di mirabile virtù, qui frutti delle più diverse specie, qui, o grande, sono nati portenti di cose ammirevoli. Ma di gran lunga più felice, tra le altre città, questa tua città di Palermo, alla cui crescita concorre l’unanime e mitissima clemenza degli dei, della quale, se volessi tesserne le lodi, il mio discorso subirebbe una digressione troppo lunga, si sottomette al tuo comando, prostrandosi presso i sacri altari degli dei, perché tu possa avere in sorte la guida dei tuoi regni per un lungo periodo di tempo.

Note:

Elogio della Sicilia e di Palermo nell’orazione di Tommaso Chaula ad Alfonso I




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