Scheda opera
Codice opera: GAr
Autore: Tommaso Chaula
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/tommaso-chaula_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Tommaso Chaula, Gesta Alfonsi regis, a cura di Fulvio Delle Donne, Mariarosa Libonati, Palermo, Bollettino, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 2021
Periodo di composizione: 1421-1424
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne - Maria Rosa Libonati
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, IV, 14-18
Data: 1421
Luogo: Palermo, Monte Pellegrino
Testo:

Alfonsus autem Sicaniam, servata tramitis equorei continua navigacione, comprehendit. Panormum vero totius regni metropolim primo adit, cuius de situ pauca scripsisse opere precium erit. Hanc vero urbem antiquissima tradidit vetustas, veluti Ebraicis legitur commentariis, a nepote Abrae, Helifas, Ysach filio, litora occidui maris petente traxisse principium. Nam portum Noto spiranti delatus pulcra visu confinia delectabatur intueri, subinde loci amenitate gavisus, accolas moncium radices, quo tutiores bellorum incursu forent inhabitantes, ad incolendum maris litus invitavit. Prima igitur fundavit menia, legem, mores nove urbi statuit et plebiscita; urbs est inter Eurum et Aquilonem Ripheum exposita, moncium corona circum cincta, ubi promontorium quod montem Peregrinum appellant incole. Ibi leta equorum pabula intercluditur ameni secessus planicies, passim omne genus arboreum virescit domesticum, miro et delectabili aspectu virgulta, pomeria et suavi odore vineta pregerminant, quasi Thessala Tempe putabis, sed rectius preire confirmes, necubi tam apricos, tam pinguia et culta arva vel vidisse, cum fere totam Europam et magnam Asie partem peragrassem, vel legisse memini. Preterea magni flumen incrementi per stadium longe ab urbe prelabitur; pretereo rivos et fontes dulcissime aque ubique scaturientes, diversarum ferarum venacionem et omnium quasi volucrum aucupia.

Traduzione:

Alfonso invece, con ininterrotta navigazione, si volge alla Sicilia. Innanzitutto va verso Palermo, metropoli di tutto il regno, del cui luogo sarà cosa pregevole dire poche cose. Da remotissima antichità, così come si legge nei libri storici degli Ebrei, si tramanda che questa città abbia tratto la sua origine dal nipote di Abramo, Elifaz, figlio di Isacco, che si dirigeva verso i lidi del mare occidentale. Infatti, spinto nel porto dallo spirare di Noto, si compiaceva di guardare quei luoghi belli a vedersi, e, subito preso dall’amenità del luogo, il lido del mare lo invitò a popolare le vicine pendici dei monti, dove gli abitanti sarebbero stati più protetti dalle incursioni dei nemici. Dunque, fondò le prime mura, stabilì la legge, gli usi e i plebisciti per la nuova città; la città è esposta all’incrocio dei venti Euro e Aquilone Rifeo, circondata da una catena di monti, dove vi è il promontorio che gli abitanti chiamano Monte Pellegrino. Qui una pianura in un ameno recesso offre lieti pascoli ai cavalli, dappertutto cresce ogni genere di albero domestico, verdeggiano in abbondanza virgulti dal mirabile e piacevole aspetto, alberi da frutto e vigneti dall’inebriante profumo, così che potrai pensare che si tratti della valle di Tempe in Tessaglia, ma potrai confermare che più correttamente sia da considerare superiore, né ricordo di aver visto altrove campi tanto pingui e coltivati, avendo girato quasi tutta l’Europa e gran parte dell’Asia, né di aver letto niente di simile. Inoltre, un fiume di grande portata scorre alla distanza di uno stadio dalla città; e passo oltre i rivoli e le sorgenti d’acqua dolce in ogni luogo zampillanti, la caccia di diverse fiere e bestie e l’uccellagione di quasi tutti i volatili.

Note:







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