Scheda opera
Codice opera: GAr
Autore: Tommaso Chaula
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/tommaso-chaula_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Tommaso Chaula, Gesta Alfonsi regis, a cura di Fulvio Delle Donne, Mariarosa Libonati, Palermo, Bollettino, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 2021
Periodo di composizione: 1421-1424
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Fulvio Delle Donne - Maria Rosa Libonati
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: II, I, 6-10
Data: 1421
Luogo: Napoli
Testo:

Nec minus interea facti fama procurrens urbis menia cingebat, classica ingenti apparatu civitatis subsidio adesse canebat, occiduis regionibus emissa; undique repetite magne leticie tolluntur, applausus volutant per celorum connexa virorum, ac clamore passim puelle, infantes, iuvenes, matrone ipsaque etate confecti currebant, mentem tollunt, animos magnificant, vires resumunt. Et pristina bellorum virtus ossibus incaluit; ad aras, ad divorum templa prolatis festinabant luminibus, preces conceptas persolvunt et vota. Hinc teatrorum culmina et eminentia urbis spectacula petunt fauces equoris fluctivagi, properatis diversimode itineribus apprehendunt, tantum et tale flagrant suffragium intueri, late complentur litora equorum incursibus, fulve elevantur arene. Una vox, una leticia, unum cunctis gaudium et frons iocundissima preminebat letum peana canentibus, non secus infausta populi et quorundam nobilium angustia tollebatur et mentibus occurrebat gaudium, quam si ipse Ladislaus infernis advocatus sedibus solitis agminibus specioso triumpho civitatis menia subintraret. […] ipsoque in urbis aspectu naute, more vetusto servato, ingenti cum applausu vocem in ethera tollunt. Corona bellantum fulgentibus armis circumquaque disposita, cui telluris de parte viri parili consencientes gaudio voces vocibus confundere, litoribus ecce propinquatur […]

Traduzione:

Certamente, frattanto, la fama dell’avvenimento diffondendosi andava avvolgendo le mura della città, cantava che con grande apparato la flotta sopraggiungeva in soccorso della città, venuta dalle regioni d’Occidente; da una parte e dall’altra si levano alte e continue voci di gioia, gli applausi degli uomini riempiono il cielo, e con clamore ovunque ragazze, fanciulli, giovani, matrone e anziani accorrono, rinfrancano lo spirito, elevano gli animi, riacquistano le forze. Le antiche virtù belliche riscaldavano le viscere; si affrettavano a portare ceri agli altari e ai templi, innalzavano voti e preghiere. Lì dove i gorghi del mare fluttuante arrivano a lambire le sommità dei palazzi e dei luoghi che offrono un alto spettacolo, giungono da strade diverse con affrettati percorsi, ardono dal desiderio di guardare tale e tanto grande speranza, le coste del mare si riempiono diffusamente di cavalli al galoppo, la rossa rena si alza. Unanime voce, unanime giubilo, unanime allegria e unanime lietezza caratterizzavano coloro che innalzavano armoniosi canti di gioia; l’infausta penuria del popolo e di una certa parte dei nobili era cancellata e la gioia tornava alle menti non diversamente da come sarebbe stato se lo stesso Ladislao [Ladislao d’Angiò Durazzo (1377-1414)], tornato dagli inferi, con le consuete schiere fosse entrato con straordinario trionfo all’interno delle mura. […] e, nello stesso momento in cui vedono la città, i marinai, secondo l’antico costume, con ingente plauso sollevano al cielo la loro voce. Disposta tutt’intorno, in circolo, una schiera di combattenti splendidamente armati, alla quale gli uomini che stavano a terra, concordi nella stessa gioia, mescolarono le voci con voci, ecco che si avvicina alle rive del mare […]

Note:

Festeggiamenti nella città di Napoli allo sbarco della flotta aragonese



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